musica
20 Maggio Mag 2019 0600 20 maggio 2019

Ecco a voi Dan Tepfer, il pianista che improvvisa con un algoritmo

Lui suona le prime note, un computer le riceve, le elabora e dà una risposta secondo schemi preordinati. È qui che uomo e macchina collaborano per creare, insieme, qualcosa di nuovo e artistico

dan-tepfer
da Youtube

Rifiutare l’innovazione è sbagliato. Bisogna, al contrario, abbracciarla: è solo con un abbraccio, più o meno metaforico, che se ne può prendere le misure e, addirittura, limitare le possibilità che faccia dei danni. La dimostrazione pratica è il pianista e compositore franco-americano Dan Tepfer, che ha sviluppato un sistema creativo per abbinare la tecnologia degli algoritmi alle sue esecuzioni al pianoforte. Sono gli “algoritmi improvvisativi”.

Il suo pianoforte digitale raccoglie le note che suona, le invia al computer dove un programma risponde suonando altre note secondo alcuni comandi già programmati da lui in precdenza.

Certo, l’idea di “programmato in precedenza” potrebbe a prima vista contraddire quella di improvvisazione, ma solo all’apparenza, appunto.

Secondo Tepfer, “si tratta al contrario di una situazione che mi dà più idee e mi spinge a essere creativo. Anzi, mi fa trovare e seguire dei sentieri musicali che, altrimenti, non avrei mai individuato. Del resto, “non sto creando un pezzo per il computer, ma solo un modo in cui il pezzo deve lavorare”, che è proprio come lavora un algoritmo. La cosa notevole è che il computer suona lo stesso pianoforte di Dan Tepfer, cioè non aggiunge suoni, ma prosegue le sue idee in modo inaspettato. Sia per il pubblico che per l’autore.

Si può dire che si sia di fronte all’improvvisazione assoluta: nessuno, nemmeno la macchina, sa prevedere quale suono arriverà in seguito. Ma tutti sospettano che sia qualcosa si piacevole.

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