1949-2019
21 Maggio Mag 2019 1100 21 maggio 2019

Niki Lauda, il vero eroe della Formula 1 (non amato da Enzo Ferrari)

Se gli si domandava la prima qualità di un pilota rispondeva “La sensibilità del sedere”. Lo chiamavano “Il coniglio bruciato”. Enzo Ferrari non gli voleva bene. Ma Niki Lauda è stato il vero, unico, archetipo di eroe della Formula 1

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Che strano. Ha avuto tutto dell’eroe senza essere un eroe. Quello di Niki Lauda è un archetipo eroico passato sottotraccia: la faccia mangiata dal fuoco, il pezzettino d’orecchio rimasto dopo il disastro di Nurburgring 1976, i denti da coniglio che per un po’ sono stati iconici nel mondo delle corse, e poi non più. Ha vinto tantissimo: tre campionati (1975, 1977, 1984) e ha perso quello del 1976 per mezzo punto. Storia epica quella. L’incidente sul Ring, il circuito più bastardo al mondo, 22 chilometri di curve. Una follia. Il rischio di rimanerci soffocato, oltre che ustionato (Lauda fu salvato da Arturo Merzario, a cui regalò il suo orologio). La ripresa dopo 35 giorni mentre James Hunt, biondo e bello e femminaro, gli rubava punti su punti. Il casco scavato all’interno perché le imbottiture non toccassero le ustioni. E l’ultimo disastroso gran premio in Giappone. Pioggia battente. Polemiche. Hunt resta in gara. Lauda si ritira. È tutto raccontato molto bene nel film Rush, di qualche anno fa.
Luca di Montezemolo (allora direttore sportivo delle rosse) e Mauro Forghieri (geniale ingegnere progettista) gli offrono l’escamotage: dichiarare un problema tecnico. Lui rifiuta. Dice e fa dire che si è ritirato per paura.

Luca di Montezemolo (allora direttore sportivo delle rosse) e Mauro Forghieri (geniale ingegnere progettista) gli offrono l’escamotage: dichiarare un problema tecnico. Lui rifiuta. Dice e fa dire che si è ritirato per paura

Enzo Ferrari commenta al telefono, in dialetto modenese: “uh, el dis che piov”. Disprezzo.

Il Drake aveva amato Nuvolari, che correva in moto con le braccia ingessate dopo una caduta rovinosa, avrebbe amato Villeneuve, che era capace durante una gara di fermarsi ai box con mezza macchina distrutta, e chiedere ai tecnici: “voilà, si può riparare”? O di prendersi a sportellate con Arnoux durante un memorabile duello. Ferrari, quindi, non ama Lauda: gran lavoratore, capace di stare giorni e giorni sulla messa a punto. Il computer. Il “professore” prima che il nomignolo gli fosse rubato da Alain Prost. I detrattori -si era in tempi ancora non linguisticamente corretti- lo chiamavano “il coniglio bruciato”, eppure avremmo tutti gli elementi per chiamarlo l’eroe umiliato dall’acqua e dal fuoco. Un archetipo che nemmeno Hillman.

Avremmo tutti gli elementi per chiamarlo l’eroe umiliato dall’acqua e dal fuoco. Un archetipo che nemmeno Hillman

E poi, mentre Lauda si faceva il resto della carriera - un po’ Brabham, poi la Mclaren, nel mentre la compagnia aerea da figlio di ricchi imprenditori viennesi che sa fare l’imprenditore - sono arrivati altri. Villeneuve appunto. Prost. Senna. Forse più emozionanti per le folle, ma con tutte le loro fini tragiche meno archetipicamente eroici. Poi Schumacher, che lo ha surclassato come numero di campionati vinti (sette, anche se bisogna dire in un momento storico non troppo ricco di fuoriclasse), è finito in una banale caduta sugli sci, ed è lì che attende non si sa cosa, in uno degli intermundia riservati ai grandi sportivi.

Alla domanda su quale fosse la prima qualità di un pilota di Formula uno non aveva dubbi a rispondere: "la sensibilità del sedere".

Mentre Lauda, l’eroe antico, sapeva tutti i modi per minimizzare sua condizione eroica. In una intervista, di fronte a Jan Manuel Fangio (cinque mondiali vinti), disse: “Lui è più bravo”. Lo disse anche di Schumi: “Lui è più bravo”. Del resto Lauda era un tipo così: sosteneva che l’orecchio in meno gli migliorava l’udito al telefono. E alla domanda su quale fosse la prima qualità di un pilota di Formula uno non aveva dubbi a rispondere: "la sensibilità del sedere". Un culo sensibile sente la sbandata prima di un culo insensibile. Indubitabile. Ci sono eroi fatti così.

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