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24 Maggio Mag 2019 0600 24 maggio 2019

I kit per scoprire le tue origini genetiche? Sono meno affidabili dell’astrologia

Una promessa allettante ma un compito impossibile: non esistono sufficienti campioni delle diverse varianti umane per poter fare un lavoro del genere. Quello che si vende (e si vede) è solo un sogno

geni
da Pixabay

Non troverete radici, ma venderete dati. Anzi, pagherete per regalarli. Più o meno è questo il business model di tutte le iniziative che mirano, con un test del dna, a ricostruire la storia di un individuo, fornendo anche le percentuali etniche che lo compongono: “20% slavo, 15% greco, 6% cinese, 4% africa del nord” e così via.

I servizi sono tanti e i giornalisti (quasi tutti americani) che li hanno provati li hanno anche messi a confronto: ognuno di loro dava risultati diversi. Molto diversi. Come è possibile?

Lo spiega questo brillante articolo di Aeon: i kit per la ricostruzione delle proprie origini sono come i “vestiti nuovi dell’imperatore”. Tutti ci credono, ma il re è nudo. Il genetista evolutvo Mark Thomas, che insegna allo University College di Londra li ha definiti “astrologia genetica”, ed è stato anche piuttosto moderato. Funzionano più come trovata di marketing che come strumento conoscitivo di se stessi. Certo, tutti forniscono grafici a torta, colonne, percentuali e dati che sembrano precisi e sicuri. In realtà, come è del resto intuibile, i gruppi umani sono porosi, le storie intricate e sconnesse. Non solo: anche i sample delle popolazioni a disposizione degli scienziati per fare i confronti variano, sia in qualità che in quantità. Come si può fare una comparazione credibile? E, infine, è inaccettabile per chiunque abbia un minimo di senso storico definire con nazionalità attuali i patrimoni genetici: cosa significa “3% greco?” Non esistono forse componenti anatoliche, per fare un esempio, nella popolazione greca? O, al contrario, esiste il puro gene greco? Se fosse così, di ragionamento in ragionamento, si finirebbe per dare ragione a Hitler e a tutti i suoi sodali che sostenevano la purezza della razza.

Meglio insomma non fidarsi, anche se si presentano accostando a una presunta scientificità, simboleggiata dalle numerose immagini di provette, sequenze genetiche, cromosomi presenti sui dépliant la grande domanda di ogni essere umano: da dove vengo? La risposta, purtroppo, non è semplice come un test.

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