follie
31 Maggio Mag 2019 0600 31 maggio 2019

Attenzione: i terrapiattisti sono convinti che gli alberi non esistano

Sarebbero in realtà dei cespugli. Gli alberi, quelli veri, erano alti centinaia di metri, toccavano il cielo ed erano giganteschi. Sono scomparsi millenni fa, ma alcune tracce sono rimaste: ad esempio Uluru

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da Picryl

Non solo la Terra è piatta, sostengono i terrapiattisti. Anche gli alberi, aggiungono, non sono davvero alberi. Sarebbero in realtà cespugli.

La teoria, un po’ assurda ma molto semplice, prevede che quelli che oggi sono considerati alberi sarebbero, in realtà, delle versioni mini di piante gigantesche che in passato si estendevano per chilometri in altezza, dominando la Terra. Le nostre sequoie sarebbero, al confronto, della semplice erbetta, il sottobosco minore di un bosco antico e ormai scomparso.

Un’ipotesi bizzarra, buona forse per qualche fantasy che, però, ha trovato la sua strada su Youtube, con un video del 2016 che, nonostante sia stato cancellato, è stato copiato, riprodotto, tradotto e continua a essere diffuso. Insomma, ha preso piede.

Secondo questa teoria (parola eccessiva usata solo per chiarezza) ci sarebbero, ancora oggi, dei resti di questi alberi giganteschi sulla Terra. Cioè: la Torre del Diavolo, in Wyoming; Uluru in Australia e il Selciato del Gigante in Irlanda del Nord.

La forma potrebbe suggerire, in effetti, una pianta antica. Ma gli scienziati di oggi, si affretta a spiegare il video, non li considerano i resti di alberi perché, rispetto a quelli, hanno solo una dimensione e un materiale diverso. Differenze da poco, insomma.

Sulla forma si può anche discutere, ma sul materiale – cioè la differenza tra materia organica, quella degli esseri viventi, e materia inorganica, cioè le rocce – un certo peso ce l’ha. A meno che, si suppone, si tratti di resti fossilizzati.

In ogni caso, sull’origine di questi massicci esistono già altre spiegazioni, forse più noiose ma senza dubbio più radicate (pun intended) che albergano nella cosiddetta geologia. Forse prenderle in considerazione, prima di immaginare alberi giganti che toccavano il cielo potrebbe aiutare.

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