classici
3 Giugno Giu 2019 0600 03 giugno 2019

Sorpresa, Ezra Pound adorava la poesia cinese. E Confucio

L’autore americano studiò e tradusse Confucio amandolo molto e affidandosi a lui per capire il mondo in cui viveva. Di lui disse: “Nessun filosofo fu così conscio delle basi etiche necessarie all’organizzazione statale”

Ezra Pound_Linkiesta

Nel 1949, nel Postscriptum a Guide to Kulchur, Ezra Pound mette in cima ai libri da usare “come sestante”, cioè come orientamento nel mondo disastrato, “Confucio e Mencio”,I Quattro Libri contengono le soluzioni di tutti i problemi di condotta che possono sorgere”. Il problema di Pound è fondere l’atto allo scritto, il gesto lirico con la scelta di vita, l’etica all’estetica. Agire sulla grammatica significa plasmare la Storia, la parola è un corpo.

Quando Ezra Pound comincia, politicamente, a crollare, sfinito dalla Storia, si aggrappa a Confucio. “Nessun filosofo fu così conscio delle basi etiche necessarie all’organizzazione statale”, scrive Pound, dando lettura poliedrica del saggio cinese, “a chi volesse confrontare la dottrina e il metodo di Confucio col pensiero occidentale”, citando il De Vulgari Eloquentia, l’Etica Nicomachea di Aristotele, l’Odissea. Il Chung Yung. L’asse che non vacilla di Confucio, secondo la versione di Pound, è pubblicato nel 1945 per le Edizioni Popolari, a Venezia, ma “fu dato quasi interamente alle fiamme subito dopo la Liberazione perché sospetto di propaganda in favore dell’Asse Berlino-Roma-Tokio” (Mary de Rachewiltz nella Cronologia al ‘Meridiano’ Mondadori che accoglie le Opere scelte di Pound).

L’interesse di Pound per la poesia cinese è antico, si sa: nel 1915 escono le sue traduzioni-riscritture di alcune liriche classiche in Cathay, libro magnetico, fondamentale per gli ‘imagisti’. L’anno dopo questo vagabondo dei linguaggi mette testa nel teatro ‘No’ giapponese, con complicità di William B. Yeats. Ma Confucio – cioè: la fusione tra prassi politica e visione estetica – gli accade durante il Fascismo, durante il crollo. Confucio, piuttosto, è l’unico interlocutore di Pound durante la prigione nel campo di Pisa e poi nel manicomio criminale di Washington (“Il 3 maggio due partigiani vengono a prelevarlo. Si mette in tasca il volume di Confucio che stava traducendo e li segue”).

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