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6 Giugno Giu 2019 0600 06 giugno 2019

Perché i piloti d’aereo dovrebbero dormire quando volano

Permettere loro di prendersi una pausa anche per i voli di durata inferiore alle otto ore dà benefici importanti, riduce lo stress da lavoro e permette di ridurre errori e malfunzionamenti

Aerobatic Flights
da Pixabay

I piloti sarebbero d’accordo, le istituzioni anche. Gli unici a nutrire dubbi sono i passeggeri. Eppure consentire a chi guida l’aereo di riposarsi per qualche minutp sarebbe una scelta benefica: per tutti.

Tanto per togliere i primi dubbi, è importante dire che lo si fa già. Nei voli intercontinentali e, in generale, in tutte le tratte che superano le otto ore è previsto per i piloti addirittura un letto su cui sdraiarsi e prendere sonno. Per i voli più brevi, dipende dai Paesi. In Australia e, soprattutto, in Canada, è consentito, con un regolamento molto rigido: i piloti non possono dormire insieme, uno dei due deve avvisare l’altro e un membro dell’equipagio, non può dormire più di mezz’ora e non può accedere ai comandi prima che sia passato almeno un quarto d’ora dal risveglio (salvo emergenze). E almeno 30 minuti prima dell’atterraggio deve essere vigile e pronto a operare.

La pratica, è stato notato, porta benefici incalcolabili. Migliora le prestazioni del pilota, ne riduce lo stress e l’affaticamento e, soprattutto, tende a ridurre incidenti, ritardi e malfunzionamenti. Nel 2008 per esempio, sia pilota che copilota si erano addormentati, mancando l’atterraggio su un volo diretto alle Hawaii (sono stati licenziati). Nel 2017, sempre per un colpo di sonno, un aereo è finito sopra un altro mentre scendeva su San Francisco.

In linea di massima, ridurre l’affaticamento del pilota è una proposta molto gradita, in particolare ai piloti. L’unico rischio, temono, è che le compagnie possano approfittare di questa concessione per chiedere, in cambio, turni di lavoro più serrati e tratte più lunghe. Finora, dove la pratica è stata applicata, non è avvenuto.

Restano allora da convincere solo i passeggeri, che sembrano meno entusiasti della proposta. Pensare di volare a migliaia di metri d’altezza guidati da un uomo che dorme non è molto rassicurante. Secondo le ricerche, le donne sono anche meno favorevoli rispeto agli uomini. La verità, prosegue la ricerca, è che non appena vengono spiegati i benefici di questa scelta, la percezione comune cambia. E forse anche loro consentiranno ai loro piloti di farsi un riposino. Ma con un occhio solo.

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