Caos di cittadinanza
7 Giugno Giu 2019 0600 07 giugno 2019

I precari di Anpal: “Pronti ad azioni eclatanti al concorsone dei navigator”

I precari di Anpal servizi sono tornati a scioperare davanti al Mise: 19 sono già rimasti senza lavoro e altri 5 “scadono” a giugno. Ora annunciano azioni di disturbo in occasione del concorso dei 3mila navigator. Sette regioni hanno chiesto a Di Maio di stabilizzarli prima delle nuove assunzioni

Precari Anpal Linkiesta
Sit-in dei precari di Anpal servizi davanti al Mise (Foto: Lidia Baratta)

Per la prima volta, dopo mesi di scioperi e sit-in, nessuno al ministero li ha voluti ricevere. I precari di Anpal servizi, la società controllata dell’Agenzia nazionale delle politiche attive, che fa capo al ministero del Lavoro, sono tornati a scioperare davanti al ministero dello Sviluppo economico. Dopo che 19 lavoratori a termine sono già stati lasciati a casa e altri cinque “scadranno” a fine giugno. «Nella completa indifferenza del governo e dei vertici societari, si sta consumando un’emorragia di lavoratori», dicono i sindacati. Il tutto mentre Anpal è alle prese con il concorsone per assumere i 3mila navigator del reddito di cittadinanza alla Fiera di Roma, tra il 18 e il 20 giugno prossimi. «Siamo pronti a portare avanti azioni eclatanti e mobilitazioni nei giorni del concorso», annuncia Cristian Sica, portavoce del Coordinamento nazionale precari Anpal. «Non vogliamo la guerra tra poveri, non siamo contro i navigator. Ma abbiamo davanti a un’azienda che, mentre dichiara esuberi, intanto assume altre 3mila persone». E già otto regioni – Campania, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche, Sardegna e Lazio – hanno chiesto al ministro Luigi Di Maio e al presidente di Anpal Mimmo Parisi, in tour nei centri per l’impiego d’Italia, di stabilizzare gli operatori precari prima di assumere i nuovi navigator.

Alla fine della giornata di sciopero, il Coordinamento die precari e le sigle sindacali sono riusciti a ottenere un incontro al ministero del Lavoro per il prossimo 12 giugno. Solo a fine maggio sono rimasti a casa 13 dei 654 precari di Anpal servizi, dopo anche più di cinque o sei anni di lavoro negli uffici dell’agenzia. La stretta sui rinnovi dei contratti a tempo determinato operata col decreto dignità sta bloccando i rinnovi contrattuali dei 134 lavoratori con contratti a termine, né Anpal sembra essere aperta ad accordi sindacali in deroga, come sta accadendo altrove. Ai contratti a termine, tutti in scadenza entro settembre 2020, si aggiungono poi i 520 con contratti di collaborazione, che saranno portati a scadenza, senza la previsione di un piano di stabilizzazione. Tradotto: 654 persone assunte dall’agenzia del ministero del Lavoro resteranno senza lavoro. «La situazione è drammatica e da parte del ministro Di Maio c’è totale chiusura su una questione che riguarda proprio gli effetti collaterali del suo decreto dignità», continua Cristian Sica. «Stanno usando il decreto dignità per buttare fuori i lavoratori».

Sit-in dei precari di Anpal servizi davanti al Mise (Foto: Lidia Baratta)
Sit-in dei precari di Anpal servizi davanti al Mise (Foto: Lidia Baratta)

Siamo pronti a portare avanti azioni eclatanti e mobilitazioni nei giorni del concorso dei navigator. Non vogliamo la guerra tra poveri, non siamo contro i navigator. Ma abbiamo davanti a un’azienda che, mentre dichiara esuberi, intanto assume altre 3mila persone

Gli scioperi e le mobilitazioni dei lavoratori Anpal, intanto, stanno creando anche problemi operativi nelle attività dei centri per l’impiego. Proprio alla vigilia di quel 24 giugno, quando i percettori del reddito saranno chiamati negli uffici per sottoscrivere i patti per il lavoro. «Tutto all’interno di una situazione di precarietà generalizzata, visto che il famoso piano di potenziamento dei cpi non è partito, dal momento che manca la firma del ministro alla ripartizione delle assunzioni tra le regioni», dice Cristian Sica. «Gli unici a erogare i servizi legati al reddito di cittadinanza dovrebbero essere i precari di Anpal, che però sono in sciopero. La precarietà del lavoro generà la precarietà dei servizi».

Il Coordinamento, la scorsa settimana, ha anche scritto una lettera indirizzata al ministro Di Maio, chiedendo un tavolo di confronto. I soldi per la stabilizzazione «ci sono», dicono, tra il miliardo residuo del reddito di cittadinanza, i 25 milioni stanziati nel decretone e i residui del Pon. Facendo notare, in conclusione, che nel bando di selezione dei navigator, per l’attivazione dei nuovi contratti cococo biennali, si fa esplicito riferimento all’accordo quadro sulle collaborazioni sottoscritto nel 2015. Lo stesso accordo che ha consentito ad Anpal Servizi di assumere collaboratori in deroga, ma che oggi non è più valido. Senza un nuovo accordo, le assunzioni dei navigator non potranno avvenire. «Occorrerà necessariamente stipulare un nuovo accordo. Ma qualsiasi negoziato non potrà partire senza l’avvio delle stabilizzazione del personale precario». A poco più di dieci giorni dal fischio di inizio del concorsone per navigator, insomma, il clima in Anpal è rovente. E Di Maio non ha ancora risposto alla lettera dei “suoi” precari.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook