7 Giugno Giu 2019 0600 07 giugno 2019

Scende in pista la via italiana alle Smart City

Le chiavi di volta? La sfida della mobilità a basso impatto e la creazione di una rete innovativa fra imprese, amministrazioni pubbliche e giovani start up

SMART CITY LINKIESTA
(Pixabay)

Il 58% della popolazione mondiale vive nelle città e nel 2030 i due terzi degli abitanti della terra si ritroveranno a vivere nelle zone urbanizzate. Per questo abbiamo bisogno che le nostre città siano sempre più smart. Come tradurre Smart City in italiano? «Città furba, città saggia», ha risposto Marco Guarna, il partner di Digital Magics, l’incubatore di innovative startup digitali quotato in borsa e che ha portato a Roma la terza tappa di Gioin lo scorso 20 maggio. Gioin è un network che coinvolge i propri membri in un percorso di informazione e formazione disruptive, volto a fornire strumenti, supporti e suggestioni, necessari per affrontare la sfida della quarta rivoluzione industriale e per avvicinare il mondo dell’impresa italiana all’ecosistema delle startup innovative.

IMPRESE, PA E START UP: TRE MONDI DA CONNETTERE

«Gioin è un network di contatto fra il mercato dell’innovazione e il mercato delle aziende», ha spiegato Alberto Fioravanti, fondatore e presidente di Digital Magics, ricordando come il mercato digitale sia costantemente «in crescita da 4 anni con, solo in Italia, 10.200 startup innovative che impiegano 55.000 addetti, ma abbiamo capito che bisogna ancora trovare una via italiana per le startup visto che gli investimenti nel settore sono un settimo della media europea». Perciò, l’idea di fare incontrare aziende pubbliche e private con le giovani startup per scambiare esperienze e creare occasioni di collaborazione. Così quei «tre miliardi di device sempre connessi che forniscono una potenzialità immensa di dati che abbiamo a disposizione e che devono essere organizzati» – come ha detto Angelo Zerega di Deloitte – possono essere messi ad uso e consumo «dell’attore principale che deve essere il cittadino, la parte attiva che deve utilizzare i servizi».

LA SFIDA DELLA E-MOBILITY

Centrale, nella costruzione di città sempre più smart, il ruolo dei trasporti. Lo hanno ribadito due dei partecipanti alla tavola rotonda: la responsabile Open Innovation delle Ferrovie dello Stato, Rita Casalini, che ha spiegato come i piani della sua azienda non parlino più di clienti ma di persone per le quali si pensano servizi sempre più flessibili e valorizzando le stazioni al centro delle città, e Stefano Minguzzi, Digital Media Manager per Roma Servizi per la mobilità.

E sulla e-mobility ha deciso di investire anche Modis, ha raccontato Paolo Stefani, senior business manager della tech consulting company: «La spinta determinante per noi è venuta da tutto ciò che è green». «Grazie alla trasformazione generata dall’e-mobility, molti altri settori industriali rivestiranno un ruolo e presumibilmente si confronteranno con una responsabilità, da cui deriveranno opportunità da cogliere», ha aggiunto Stefani che ha raccontato come Modis abbia aderito alla Formula E che proprio a Roma ha da poco visto la nuova edizione «per la prima volta quest’anno senza la necessità che i piloti si fermassero a cambiare l’auto, come succedeva fino allo scorso anno, per prenderne una con batterie cariche», a indicare i continui progressi del settore.

L’azienda sta partecipando, come partner tecnologico, al progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale Teinvein (tecnologie innovative per veicoli intelligenti), finanziato dalla Regione Lombardia attraverso i fondi strutturali dell’Unione Europea. Il progetto ha lo scopo di realizzare un veicolo con capacità di guida autonoma. Un tema che apre nuovi confini non solo industriali e tecnologici: «Stiamo sviluppando una progettazione dei sistemi compatibile con la praticabilità sociale di tutte queste tecnologie, in modo che le macchine possano prendere decisioni autonome compatibilmente con ciò che è socialmente accettabile», ha spiegato Antonio Carcaterra, professore alla facoltà di Ingegneria della sapienza di Roma e presidente di Sapienza Innovazione.

Tanti e complessi quindi i risvolti dietro la trasformazione delle nostre città in smart che richiedono anche che «chi fa politica agisca per facilitare questo processo», ha concluso, all'interno dell'evento, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella.

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