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10 Giugno Giu 2019 0600 10 giugno 2019

I genitori della Silicon Valley proibiscono ai loro figli di usare tablet e smartphone. Fanno bene o no?

Un dibattito che, a poco a poco, coinvolge tutti i neo-genitori? Come regolare l’utilizzo dei nuovi device da parte dei bambini? A che età cominciare? Sono dannosi?

tablet
da Pixabay

Tanto o poco? Oppure niente del tutto? Uno degli interrogativi che occupano le giornate dei neo-genitori di oggi riguarda l’utilizzo da parte dei figli di smartphone, tablet e computer. Occorre limitarlo perché rischia di essere pericoloso? Oppure va incoraggiato, perché hanno la possibilità di entrare in contatto con strumenti tecnologici ormai indispensabili per la vita di ogni giorno?

La risposta è, come quasi sempre, dipende. Come illustra bene questo video della Bbc, ci sono almeno due scuole di pensiero, incarnate ciascuna da un esperto di tech

La prima tende a regolamentare, limitare, quasi impedire l’accesso a questi device. “La creatività non si impara con una app”, spiega il primo esperto, impiegato nella Silicon Valley e sostenitore di un approccio tablet-free. In un’età in cui ogni attività “diventa nutrimento per il cervello”, la cosa più importante per i bambini è vivere esperienze vere, toccando con mano gli oggetti della realtà, cioè costruendo, elaborando e pensando in prima persona. Anche perché, come suggerisce l’Oms, il cosiddetto “screentime”, cioè il tempo che i bambini passano davanti a uno schermo, deve essere limitato. Si tratta di strumenti che provocano dipendenza.

Al tempo stesso, per, fa notare il secondo intervistato, anche lui esperto del settore e genitore della Silicon Valley, è anche vero che si tratta di strumenti molto versatili e utili per l’apprendimento, se utilizzati cum grano salis. Non solo: introducono un rapporto immediato, privo di diffidenza con la tecnologia, e questo – per una generazione che vivrà circondata da strumenti del genere – può essere solo positivo. Anche perché, aggiunge, non tutte le famiglie si possono permettere device del genere anche per i figli. Un contatto studiato, sorvegliato ma incoraggiato in ambienti scolastici può essere positivo.

Chi ha ragione? Come dovranno comportarsi i genitori di figli nativissimi digitali? La scelta è dura. Da un lato, va ricordato, sia Bill Gates che Steve Jobs, all’epoca, hanno ristretto se non del tutto proibito l’utilizzo di smartphone e tablet ai propri figli: questo dovrebbe far riflettere. Ma è anche vero che non sempre, né Jobs né Gates, hanno fatto la scelta giusta.

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