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13 Giugno Giu 2019 0600 13 giugno 2019

Ferpi, ecco come si evolve la figura del comunicatore (tra marketing e social)

Il 22 giugno Ferpi, punto di riferimento nazionale per i professionisti delle relazioni pubbliche italiani, eleggerà il suo nuovo presidente. In gioco due nomi e due visioni molto diverse: da un lato il focus sui bisogni delle aziende, dall’altro il superamento degli schemi tradizionali

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Photo by Teemu Paananen on Unsplash

Grande fermento in casa Ferpi in vista delle prossime elezioni per il nuovo Presidente previste a Milano il 22 giugno. Una elezione cruciale per la vita dell’Associazione, punto di riferimento nazionale per i professionisti delle relazioni pubbliche italiani, non solo provenienti dalle grandi imprese, ma anche dalle agenzie e liberi professionisti, con una forte componente attiva nel settore no-profit. L’Associazione, che esiste fin dal 1970, oggi si trova ad affrontare il profondo cambiamento che sta vivendo il settore, non solo per quanto riguarda l’avvento di nuovi strumenti, ma anche rispetto al ruolo che le relazioni pubbliche devono ridisegnare per se stesse in una realtà molto più dinamica, dove i diversi piani della comunicazione non hanno più una codifica precisa ma si confondono e sovrappongono.

Così il professionista oggi si trova spesso in difficoltà, schiacciato da figure più settoriali come quelle del marketing oppure della comunicazione social, ma con un ruolo ancora più strategico per la vita di molte imprese, istituzioni e associazioni.

Sarà forse anche per questo che la competizione elettorale è stata particolarmente accesa in queste settimane e promette di continuare a esserlo anche nei prossimi 10 giorni fino all’assemblea di Milano. Dei quattro iniziali candidati, infatti, è rimasta in corsa solo Rossella Sobrero, professionista molto conosciuta nell’ambito del sociale e del CSR e docente dell’Università Statale di Milano. La scorsa settimana infatti, l’unico altro vero contendente, il presidente uscente Pier Donato Vercellone, ha inaspettatamente ritirato la propria candidatura "per motivi personali e professionali", come si apprende dalla lettera pubblicata sul sito dell’associazione, dimettendosi anche da presidente insieme al alcuni componenti del consiglio direttivo nazionale, lasciando di fatto l’associazione in mano al vicepresidente che dovrà gestire il delicato passaggio ai successori.

Sobrero e Vercellone, d’altra parte, sono portavoce di due visioni dell'associazione e della comunicazione molto diverse: da una parte un approccio concentrato soprattutto sui bisogni dei comunicatori delle aziende, dall'altra il superamento della tradizionale distinzione tra figure aziendali e liberi professionisti

Sobrero e Vercellone, d’altra parte, sono portavoce di due visioni dell'associazione e della comunicazione molto diverse: da una parte un approccio concentrato soprattutto sui bisogni dei comunicatori delle aziende, incarnato nella candidatura di Vercellone, che proprio da una grande azienda proviene; dall'altra una proposta, quella di Sobrero, titolare di un’affermata agenzia, che immagina sempre maggiori integrazioni e sinergie delle relazioni pubbliche e dei sistemi digitali e che punta a superare la tradizionale distinzione radicata dentro Ferpi tra figure aziendali e liberi professionisti, i quali sono in costante crescita anche tra gli iscritti.

La conferma sul nome di Sobrero arriverà solo il 22 giugno, anche se sembra abbastanza scontata. Tra i primi impegni che si troverà ad affrontare il neo presidente, sicuramente il riassetto interno, ma anche il dialogo con le istituzioni nell’ambito degli Stati generali dell’Editoria, il rapporto delicatissimo con l’Ordine dei Giornalisti che mira a far convogliare i contributi Inps nella Cassa giornalisti, una delle più disastrate tra quelle degli ordini professionali, la necessità di un nuovo e funzionale progetto di formazione professionale continua.

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