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13 Giugno Giu 2019 0602 13 giugno 2019

Perdete ogni speranza: Salvini è tre mosse avanti a tutti e con questa legge di bilancio si prenderà l’Italia

La verità, al momento è che tutti stanno facendo il gioco di Salvini. L’Europa che vuole punire l’Italia, Merkel e Macron che vogliono escluderci dalle nomine, e anche gli attori della politica italiana. Intanto la Lega vola nei sondaggi. Il Capitano, quando vorrà, staccherà la spina al Governo

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Miguel MEDINA / AFP

Pronto a ogni evenienza. Così si definisce Matteo Salvini, che ieri mattina ha salutato tutti e ha abbandonato il vertice di maggioranza sui conti pubblici. Manovre alla Monti non ne faccio, ha detto, e a quanto racconta il retroscena di Pietro Salvatori sull’Huffington Post, si è congedato per fare una diretta Facebook contro i gabbiani a Roma (o meglio, contro la sindaca Raggi, suo bersaglio preferito quando non sa con chi prendersela).

In realtà, in questo momento, Salvini - a parte qualche magistrato - non ha nessuno con cui prendersela. Tutti, a loro modo, stanno facendo il suo gioco. Tutti, che piaccia loro o meno, stanno ballando la sua musica. Lo stanno facendo i tecnici del governo, Conte e Tria, che a lui si sono contrapposti per richiamarlo al rispetto dei conti pubblici, alla necessità di reperire soldi attraverso più tasse o più tagli, non certo facendo altro debito. Lo sta facendo la Commissione Europea guidata da Juncker e Moscovici, che accelerando l’iter della procedura d’infrazione sta dimostrando che il problema con l’Italia è tutto politico, che si vuole dare una lezione all’insolenza del Capitano.

Lo stanno facendo Merkel e Macron, che stanno isolando l’Italia nelle nomine, quasi che ci siano forze politiche e scelte elettorali che non debbano avere cittadinanza a Bruxelles, né tantomeno potere. Lo sta facendo il Movimento Cinque Stelle, che ancora una volta non sa che pesci prendere, se stare con Salvini nel pretendere più spesa o con Tria e Conte nel pretendere più serietà. Nel dubbio, il buon Di Maio si mette in seconda fila e fa finta di stare un po’ con entrambi. Lo stanno facendo le opposizioni, che sulla manovra non si capisce che posizione abbiano.

In questo momento, Salvini - a parte qualche magistrato - non ha nessuno con cui prendersela. Tutti, a loro modo, stanno facendo il suo gioco

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Salvini e la Lega, agitando il vessillo della flat tax e della guerra all’Europa continuano a crescere nei sondaggi. Gli ultimi, li danno addirittura al 36% protesi verso un nuovo massimo storico, dopo il 17% delle politiche e il 34% delle europee. Una crescita tale che giustifica ogni prova di forza e che, nel contempo, dà a queste prove di forza un peso specifico molto diverso rispetto, per dire, a un Conte che punta i piedi. Lo diciamo in altre parole: se domani Salvini si alzasse davvero dal tavolo, se davvero dicesse “la manovra alla Monti ve la fate da soli, senza di me”, il governo cadrebbe un istante dopo e non ci sarebbe nessuno a rimpiazzare la Lega in maggioranza, per prendersi l’onere di una patrimoniale o di un aumento dell’Iva.

Di fatto, Salvini ha in mano la carta delle elezioni e può giocarla quando vuole. Di più: giocandosela, rischia di guadagnare ancora più voti, andando a polarizzare lo scontro su un tema in cui ha tutta la popolarità dalla sua. E una volta al governo potrebbe pure ridimensionare, e di molto, i toni dello scontro: ce lo vedete il Pd ad attaccarlo perché ha sfasciato troppo poco i conti pubblici? O perché non è stato abbastanza duro nel suo scontro con la Commissione?

Facile si vada verso a una resa incondizionata di Conte, Tria e Di Maio ai propositi bellicosi del Capitano

Così com’è oggi, la partita è segnata ed è tutta a favore di Salvini. Mosse del cavallo ce ne sono pochine. Un governo Pd-CInque Stelle? Nessuna possibilità, allo stato attuale, perché il Movimento è balcanizzato e Zingaretti vuole andare a votare subito. Un governo del Presidente? Servono nomi pesanti, alla Mario Draghi, e nessuno di questi nomi pesanti si prenderebbe la responsabilità di far la fine di Monti, chiamato come salvatore della patria e oggi paradossalmente additato come la causa di tutti i suoi mali. Più facile si vada verso a una resa incondizionata di Conte, Tria e Di Maio ai propositi bellicosi del Capitano. Che otterrebbe quel che vuole, standosene tranquillo nelle retrovie, al Viminale o a far comizi in giro per l’Italia, mentre l’avvocato del popolo fa a pugni (in suo nome) con Juncker e Moscovici. Se le prende, colpa sua (di Conte). Se porta a casa qualcosa, merito di Salvini. Gioco, partita, incontro. Scommettiamo un caffè che finirà così?

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