15 Giugno Giu 2019 0705 15 giugno 2019

Alibi e debito: ecco perché il savonismo è la malattia più grave della politica italiana

Il primo discorso di Paolo Savona è la sintesi perfetta del governo Lega e Cinque Stelle: alibi, ottimismo immotivato, il debito come unica ricetta possibile e la nostra debolezza come arma segreta. Altro che sovranismo, chiamatelo savonismo

Paolo Savona 2 Linkiesta
MARCO BERTORELLO / AFP

Chiamateli savonisti, non sovranisti. Perché non c’è di più perfettamente aderente alle politiche deo governo del primo discorso di Paolo Savona da presidente della Consob. E, nel contempo, niente di più auto-assolutorio e, in ultima analisi, italiano delle sue parole. È un discorso che partendo dal mito della caverna di Platone, prova a ribaltare tutti i “pregiudizi” che, a dire di Savona, gravano sulla nostra economia e sul nostro debito pubblico. Curiosamente, tutte colpe che diventano alibi. L’economia va male? No, sono i commentatori che devono “abbassare i toni” (pare di capire che questo articolo costerà qualche decimale di Pil). I nostri titoli del debito pubblico sono valutati un gradino sopra la spazzatura? Colpa delle agenzie di rating e “di istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati” i cui giudizi “appaiono prossimi a pregiudizi” (solo per l’Italia, ovviamente). I mercati non vogliono comprare i nostri Btp? Colpa dell’Unione Europea che li usa come “vincolo esterno” per costringere i Paesi membri a rispettare le regole.

Musica per le orecchie dei savonisti, cui non sembra vero sentire qualcuno che rimetta a noi i nostri debiti e ci assolva da tutti i peccati, addossando le colpe altrove e invitandoci nel contempo a indebitarci ancora di più, anche “nell’ordine del 200% rispetto al Pil”, senza contrastare “gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica”. Avete idea di cosa si potrebbe fare col debito al 200% e 1400 miliardi in più? Forse in Sicilia ci sono troppo pochi forestali. E forse si potrebbero pure pagare di più. E perché non tornare alle care vecchie pensioni retributive, sai quanti voti dagli anziani? E ancora, perché non fare un bel reddito di cittadinanza universale da 5000 euro a testa, tutto finanziato a debito?

Abbiamo bisogno dell’elemosina per mantenere il nostro stile di vita e minacciamo il contagio a chi non vuole darci i soldi. Pericolosi in quanto malati: ecco l’arma segreta del savonismo

Tutto possibile, nel magico mondo dei savonisti. E vuoi mettere che bengodi? Altro che sovranisti che vivono di repressione del conflitto sociale e del desiderio di spezzare le reni a qualcuno. No, per carità. Il savonista, se c’è un conflitto nella società, lo sistema gettando soldi dall’elicottero, facendo debiti come se non ci fosse un domani o regalando posti di lavoro, come si faceva nella Prima Repubblica, tanto paga Pantalone. La pace sociale nel nome del debito pubblico, delle regalie elettorali e delle clientele.

Guai a dire che le cose non vanno bene, nel paradiso savonista. Le imprese sono super-competitive, e vai a capire perché siano col segno meno sia la produzione industriale, sia i consumi, sia la fiducia delle imprese. Il risparmio bloccato nei conti correnti è una manna dal cielo, e vai a capire perché altrove lo investono mentre da noi noi. E i capitali che scappano dall’Italia, testuale dal discorso di Savona sono semplicemente “flussi di risparmio in eccesso rispetto all’uso interno” - una cosa bella -, e vai a capire perché il resto del mondo i capitali cerca di attrarli.

Bello il savonismo, vero? Siamo i migliori d’Europa, ma cresciamo meno di tutti perché ci vogliono male. Siamo gli unici, Grecia esclusa, con un debito publbico abnorme rispetto al Pil, ma vogliamo derogare dai Trattati, perché oggi - a ventisette anni dalla firma - ci siamo accorti che sono sbagliati. Abbiamo la produttività al palo, spendiamo una miseria in istruzione, e usiamo tutto il welfare per pagare le pensioni, alla faccia dei giovani, ma per i savonisti va tutto bene, tanto le colpe sono altrove. E il bello è che non vogliamo né l’autarchia, né l’estensione del nostro dominio politico. No, noi vogliamo andare coi pugni chiusi a Bruxelles, e col cappello in mano sui mercati finanziari perché abbiamo bisogno dell’elemosina per mantenere il nostro stile di vita, minacciando il contagio a chi non vuole darci i soldi. Pericolosi in quanto malati: ecco l’arma segreta del savonismo. C’è da andarne fieri.

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