tecnologie sotto controllo
22 Giugno Giu 2019 0600 22 giugno 2019

Splendori e meraviglie del deepfake (la tecnologia che può anche destabilizzare un Paese)

La tecnologia permette ormai di modificare i video in modo impercettibile, si fa dire a qualcuno qualcosa che non ha mai detto, gli si modificano i tratti e le caratteristiche fino a dare un’idea distorta della realtà. E questo può far ridere, ma può anche essere pericoloso

deepfake
da Youtube

C’è un video in cui Donald Trump, Xi Jinping, il presidente coreano Kim Jong-un, Theresa May e tanti altri politici importanti cantano Imgine di John Lennon. Come è ovvio, è un video falso, ma fatto molto bene. La tecnologia del deepfake permette di modificare i movimenti della bocca in modo da far dire a qualcuno qualcosa che non ha mai detto (nel caso di Imagine, cambiare il labiale non basta a nascondere l’artificio: cantare richiede una serie di movimenti facciali e fisici molto più ampia).

È un servizio che può essere molto divertente, molto utile (ad esempio per doppiare tutte le serie tv) e anche molto pericoloso. Potrebbe distorcere le percezioni su qualcuno, attribuirgli frasi mai dette e condizionare, in qualsiasi modo, l’opinione pubblica. Esempi di deepfake sono questo video in Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, dice la verità sulla sua creatura.

O quest’altro in cui l’attrice americana Jennifer Lawrence ha la faccia di Steve Buscemi.

O quest’altro ancora, in cui l’attore americano Bill Hader imita Arnold Schwarzennegger, e ogni volta che lo fa la sua faccia assume i tratti dell’attore di Terminator. Inquietante, eh?

L’allarme di fronte ai deepfakes è già stato lanciato da tempo e qualcosa, dal punto di vista legislativo, si sta muovendo. La direzione intrapresa dal Congresso americano punta a ridurre il rischo potenziale di questa tecnologia, sia obbligando chi fa questi video (per divertimento, si suppone) ad aggiungere un “bollino” preciso, che renda evidente allo spettatore che quella che vedè una realtà modificata. Sia obbligando i vari social network a installare dei software in grado di individuarli e, di conseguenza, avvertire l’utente. Infine, in caso di deepfakes dal contenuto ritenuto “pericoloso” (e chissà cosa vorrà mai dire) si passerà anche alle sanzioni. Multe e galera. Perché non è più il tempo di scherzare.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook