Ritardi di cittadinanza
25 Giugno Giu 2019 0600 25 giugno 2019

Reddito di cittadinanza, ecco i nomi dei navigator vincitori (ma per i patti per il lavoro è ancora notte fonda)

Pubblicato in 4 giorni l’elenco dei vincitori del quizzone per navigator. Nello stesso giorno alle Regioni è slittato ancora l’invio della strumentazione informatica per avviare le convocazioni dei percettori del reddito che ora devono firmare i patti per il lavoro

Parisi Dimaio Linkiesta

Le graduatorie dei vincitori per il concorso dei navigator “disponibili a quattro giorni dalle prove”. Mentre la “fase 2” del reddito di cittadinanza, quella delle politiche attive per trovare un lavoro ai beneficiari, si è arenata ancora, in ritardo di oltre un mese. Tutto nello stesso giorno. Questione di priorità. Prima Anpal ha fatto slittare ancora la data già prorogata del 24 giugno per l’avvio delle convocazioni dei beneficiari del reddito, visto che il sistema informatico da affidare alle regioni ancora non è pronto. Poi nel pomeriggio ha annunciato a sorpresa, con una velocità insolita mai dimostrata finora, i risultati del quizzone per navigator che si è tenuto tra il 18 e il 20 giugno.

Al mattino dalle regioni erano arrivate le prime critiche. Anpal servizi, la società in house dell’Agenzia nazionale delle politiche attive, si era impegnata entro il 24 giugno a fornire ai centri per l’impiego i dati dei primi 120mila nuclei che ad aprile hanno ricevuto la Card Rdc e la strumentazione informatica per contattarli. Ma nei cpi non è arrivato niente. Se non qualche ridotto elenco cartaceo, utilizzabile però solo per le persone si presentano spontaneamente.

La scadenza del 24 giugno era stata fissata come data ultima, già in proroga rispetto ai 30 giorni dalla prima liquidazione del reddito previsti dalla legge. «Ci è stato dato un elenco cartaceo con 6.000 nomi», ha raccontato l’assessore al Lavoro della Regione Lazio Claudio Di Bernardino. «I centri per l’impiego non sono messi in condizione di fare il proprio lavoro legato all’attuazione della fase due del reddito. Non c’è un elenco telematico né le informazioni utili per poter chiamare le persone e stipulare il patto per il lavoro».

I centri per l’impiego non sono messi in condizione di fare il proprio lavoro legato all’attuazione della fase due del reddito. Non c’è un elenco telematico né le informazioni utili per poter chiamare le persone e stipulare il patto per il lavoro

Qualche giorno prima, nelle caselle di posta regionali era arrivata una email in cui si diceva che le “componenti sw”, quelle del software, sarebbero state rilasciate il 24 giugno ma solo “in ambiente di test”. Cioè per fare una prova e vedere se il sistema avrebbe funzionato. Ma, a parte qualche informatico regionale, nessun centro per l’impiego il 24 giugno ha fatto alcun test. Niente che non fosse previsto, dicono dalle Regioni. E in effetti, lo scorso 20 giugno, Cristina Grieco, coordinatrice della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni e assessore lavoro della Toscana, aveva già inviato una lettera indirizzata al presidente di Anpal Mimmo Parisi in cui metteva nero su bianco la «preoccupazione» in merito ai ritardi nello sviluppo delle piattaforme per la condivisione dei dati. Chiedendo «di fornire con urgenza una comunicazione ufficiale circa gli effettivi tempi di rilascio».

Date di rilascio dall’italo americano Mimmo Parisi, però, non ne sono arrivate. Da Anpal fanno sapere che sono solo in una fase di “staging”: i tecnici starebbero cioè testando il funzionamento dei sistemi informatici «al fine di consentire alle Regioni di fare eventuali test e controlli, in modo da non creare alcun inconveniente». Una fase transitoria che, assicurano, dovrebbe durare 48 ore, fino al 26 giugno.

L’accordo tra Anpal e Regioni prevedeva una road map in tre fasi (transitoria, servizi di base e a regime), ma il programma è in ritardo su tutta la linea. Lo slittamento concordato il 14 maggio, nella riunione tecnica tra Anpal e regioni, serviva in teoria per dotare gli oltre 500 centri per l’impiego di infrastrutture tecnologiche uniformi, collegando banche dati di Inps, Anpal e regioni. In modo da consentire agli operatori dei cpi di avere il quadro della situazione di ogni nucleo familiare percettore. Il rilascio del 24 giugno della funzionalità su MyAnpal per la consultazione delle liste dei beneficiari, però, non c’è stato. E i beneficiari, con un assegno medio di 540 euro medie mensili, da due mesi ormai non sono sottoposti ancora ad alcun obbligo. Né dal governo è ancora arrivata la firma sul famoso decreto attuativo per far partire i concorsi per le assunzioni dei nuovi operatori da parte delle Regioni nel piano di rafforzamento dei centri per l’impiego.

La bozza della convenzione sui navigator riscritta e proposta dalle Regioni elimina ogni riferimento al piano di stabilizzazione dei 400 precari di Anpal Servizi

Sul fronte navigator, invece, è arrivata l’accelerazione improvvisa. A soli quattro giorni dal concorso, Anpal ha pubblicato i nomi dei 2.978 candidati vincitori. Mai vista tanta solerzia in nessuna selezione, dice chi conosce bene Anpal. Anche se qualche leak nel corso della giornata si era visto, creando un paio d’ore di panico tra gli aspiranti navigator. Qualcuno di loro già in mattinata era riuscito a entrare in modalità “testing” nella consultazione dei risultati del concorso, annunciando sui social che i risultati erano già disponibili. C’è chi ha fatto i calcoli tra domande giuste e sbagliate e alla fine il risultato non era esatto. E chi è entrato con le proprie credenziali, ma invece è finito sul compito di qualcun altro, con tanto di nome, cognome e data di nascita. «Alla faccia della privacy», dicono gli aspiranti navigator. Dopo qualche ora, il sistema di Anpal poi ha negato del tutto l’accesso, e la voce concorso in modalità “testing” è sparita dalla schermata. I risultati erano previsti dopo una settimana. Poi nel pomeriggio l’annuncio: “Pubblicati i vincitori”. I contratti ora dovrebbero essere firmati entro metà luglio, a meno che non parta la valanga di ricorsi, dopo la riammissione al test di due esclusi.

Una mossa a sorpresa, quella della pubblicazione delle graduatorie, che sarà un asso nella manica per Mimmo Parisi. Che, in mezzo a tanto caos, tornato per qualche giorno come di consueto in Mississippi dalla famiglia, è rientrato in Italia in anticipo per incontrare le regioni il 26 giugno. Sul tavolo c’è la convenzione bilaterale sulla ripartizione dei futuri navigator. Dopo la prima proposta di Anpal, rispedita al mittente, nella bozza riscritta dalle regioni che circola in queste ore è stato depennato ogni profilo diverso da quelli del navigator. Nessun riferimento quindi alla stabilizzazione dei 400 precari di Anpal Servizi, che il governo aveva voluto vincolare alla stipula della convenzione con le Regioni, passando la patata bollente agli assessori regionali.

L’accordo era stato annunciato in pompa magna con un comunicato del ministero del Lavoro, ma subito osteggiato dalle Regioni, che avevano già fatto sapere a Parisi che non avrebbero accettato negoziati con la “pistola” puntata alla tempia dei precari che restano senza lavoro. Al momento non si sa più nulla, ma 20 dei 654 precari sono già rimasti a casa senza e altri cinque “scadranno” a fine mese. La palla, quindi, passerà nuovamente al governo. Mentre il Coordinamento dei precari è ancora in attesa della convocazione che il sottosegretario 5S Claudio Cominardi aveva promesso entro 15 giorni dall’ultimo incontro. «Stiamo ancora aspettando», dicono dal Coordinamento dei precari. «I nostri contratti stanno continuando a scadere nell’indifferenza del governo, mentre il piano di stabilizzazioni è ancora per aria. Ma una cosa è certa: in attesa che facciano i contratti per i navigator e che li formino, a garantire le attività di assistenza tecnica del reddito, quando partiranno, ci saremo noi precari di Anpal Servizi».

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