Via della Seta
27 Giugno Giu 2019 1241 27 giugno 2019

Rilanciare le imprese marittime italiane? Serve una portualità 5.0

Al Genoa Shipping Week, che si tiene nel capoluogo ligure fino al 30 giugno si è parlato del rilancio delle imprese marittime tra passaggi generazionali e nuove forme di finanziamento. Main sponsor dell'evento è Intesa Sanpaolo Private Banking

Porti Italiani_Linkiesta
MARCO BERTORELLO / AFP

A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi, Genova può diventare la nuova capitale della Via della Seta. In occasione della Genoa Shippin Week, l'evento biennale organizzato da Assagenti che riunisce operatori portuali, marittimi e logistici da tutto il mondo si è parlato molto di portualità 5.0 Lo si è fatto durante la tavola rotonda “Il rilancio delle imprese marittime tra passaggi generazionali e nuove forme di finanziamento”. Sul palco Massimo Deandreis, responsabile del Servizio Studi e Ricerche del Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo ha snocciolato i dati che rendono Genova una meta appetibile per il mercato cinese. Perché la Cina è il secondo partner degli scambi dell'Unione europea con 1 miliardo di scambi al giorno, per l’80% marittimi. Ha bisogno di uno sbocco nel Mediterraneo per il suo mercato. Il porto di Genova è l'ideale: primo in Italia per traffico container e 12° porto europeo (oltre 2,6 mln di TEU pari al 25% del totale del Paese) e il secondo porto per Ro-Ro (con 9,6 mln di tonnellate) e traffico totale delle merci (54 mln di tonnellate). in Italia. Senza contare a Genova passano circa 1 milione di crocieristi all'anno. Solo nel 2018 nel capoluogo ligure si rilevano oltre 900 posizioni di grandi navi container: +10,2% in soli sei anni.

Per fare il salto di qualità e rilanciare le imprese marittime italiane serve un nuovo tipo di portualità 5.0.

I porti italiani migliorano la loro performance, gestiscono in tutto 491 milioni di tonnellate di traffico, ma c'è ancora in divario fortissimo tra nord e sud Europa. L'Italia nel complesso è al diciannovesimo posto nel mondo. Per crescere e prosperare con la via della seta il modo migliore è non farsi la guerra. Porti del nord e Sud Italia devono convivere. C'è spazio per tutti. Il mercato del Centro Europa ha come sbocco naturale i porti del Nord Italia e in particolare quello di Genoca per andare nell'Europa orientale e in Asia. Per fare il salto di qualità serve un nuovo tipo di portualità 5.0. Tradotto: un porto intermodale che si in grado di connettersi velocemente con le reti di trasporto locale. Perché il problema di competitività è proprio qui, nella parte terreste. Per essere protagonisti della via della Seta bisogna anche fare un serio piano di marketing territoriale. Ovvero ideare un pianio di sviluppo che attragga investimenti esteri e italiani. Il modo migliore per farlo è creare una free zone, con incentivi finanziari e semplificazioni burocratiche. Non deve mancare anche un rapporto costante con Università e centri studi per fare formazione. Passa da qui il rilancio delle imprese marittime.

«Siamo orgogliosi di poter accompagnare una manifestazione così prestigiosa, che parla della città, delle attività legate alla cantieristica ed alla navigazione: queste occasioni permettono di rinsaldare ancora di più il legame con un ambiente ricco di storie di successo, di capacità imprenditoriali e di grande determinazione» ha spiegato Francesco Velluti, responsabile Resp. Marketing e Rete di Intesa Sanpaolo Private Banking –« La nostra società è la prima banca per la clientela private, da sempre attenta anche al mondo degli imprenditori, con cui sarà possibile rafforzare le relazioni esistenti e svilupparne di nuove, attraverso incontri favorevoli all’instaurazione di rapporti personali e professionali. Tutti valori nei quali ci riconosciamo pienamente».

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