Consumi
2 Luglio Lug 2019 0600 02 luglio 2019

“Selettivi”, “startupper” e “sciure”: ecco le nuove categorie dei consumatori

Sei cluster per raccontare il mondo dei consumi all’italiana: così un osservatorio sui consumatori classifica i consumatori. Dai selettivi, che acquistano soprattutto online e scelgono prodotti freschi, alle Sciure and the city, il cluster più anziano e attento alla qualità, le tendenze si evolvono

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Photo by Ryoji Iwata on Unsplash

Un consumatore più indipendente, ormai in grado di muoversi tra canali di acquisto, formati distributivi, prezzi e sconti in maniera autonoma e senza preclusioni, alla ricerca sì della convenienza, ma anche della “premiumness”. È una delle principali evidenze della Shopping Map di M&T-Marketing&Trade, l’osservatorio sui consumatori che compie vent’anni.

«Per il primo anno nella nostra rilevazione – spiega Daniela Ostidich, sociologa dei consumi e presidente di M&T – scompare il cluster che denuncia difficoltà ad arrivare a fine mese ed è alla ricerca della convenienza a tutti i costi. Non che sia scomparsa la ricerca di convenienze. Tutt'altro. Ma è una continua mediazione tra capitoli di spesa diversi: per qualche voce si risparmia il più possibile, pur di concedersi qualche lusso in più, come la consegna dei pasti a casa».

Una considerazione che a prima vista sembra essere in completo disaccordo con una situazione reale che vede il disagio e la povertà in crescita nel nostro paese. Ma non è così. Anzi, è una conferma. Poiché le interviste (954 in otto città in centri commerciali, discount, centri storici, supermercati di quartiere, mercati) sono rivolte a consumatori nel momento in cui consumano, con molta probabilità nell’ultimo anno assistiamo all’uscita dal sistema del consumo di chi ha peggiorato la propria situazione. «Dall’altro lato possiamo dire che le persone che fino all’anno scorso esprimevano la propria marginalità, quest’anno non la esprimono più. Tutti, viceversa, cercano e trovano la propria strada per agganciarsi alla convenienza, senza rinunciare alla premiumness. La definiamo premiumness accessibile in quanto innalzamento delle aspettative dei consumatori e dell’offerta di servizi e prodotti verso livelli più alti di qualità ed eticità, per tutti i livelli di spesa e le tipologie di consumatori», afferma Ostidich. «Del resto tutti i canali hanno alzato l’asticella qualitativa, discount e e-commerce compresi. Poi gli Argento vivo, magari, la declinano negli acquisti al discount e gli Startupper sul web». Un’ulteriore spia di questo spostamento verso la qualità è l’attenzione che i consumatori pongono nel rapporto tra cibo e benessere: il 73% è più attento alla qualità del cibo che consuma, il 69% sta più attento a seguire una dieta che lo faccia stare bene. E il benessere assume anche la connotazione di divertimento (79%), sentirsi pieno di energia (93%) e di vivere nuove esperienze (70%).

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