Homo videns
4 Luglio Lug 2019 0601 04 luglio 2019

Padri e nonni, gli spaventati d'italia: così la TV ha creato un esercito di fifoni

Nel resto d'Europa la percezione l’insicurezza è cosa da poveri, in Italia lo è un po’ di tutti. Gli over 65 o chi ha figli a carico ha più paura di quanta ne abbiano chi si trova nelle stesse condizioni in Europa

Anziano Guarda La Tv_Linkiesta
ODD ANDERSEN / AFP

In Italia i reati diminuiscono, lo sappiamo. Non si tratta solo degli omicidi, calati in sei anni del 42,5%, ma anche i furti: dal picco del 2014 sono scesi del 24,2% secondo i dati del ministero dell’Interno. Giù poi le rapine del 35,8% rispetto ai massimi raggiunti nel 2013. E per una volta anche la percezione è migliorata Nonostante secondo Eurostat gli italiani fossero poco sopra la media europea la percentuale di cittadini che hanno segnalato episodi criminali o di vandalismo nella propria area e nel proprio quartiere. è passata dal 19,4% del 2015 al 12% del 2017. Veniamo superati dai Paesi più numerosi come il Regno Unito, secondo dopo la Bulgaria, ma anche da Germania e Francia.

C'è un aspetto interessante che ci distingue dalla maggioranza degli altri Paesi: non c'è quasi differenza tra la percezione della criminalità che hanno i più poveri e tutti gli altri, la classe media e i più benestanti. La proporzione di quanti stanno sotto la soglia di povertà (il 60% del reddito mediano) e che segnalano crimini e vandalismo è solo dello 0,6% superiore a quella di quanti fanno la stessa segnalazione ma sono al di sopra di tale soglia. In Europa questo scarto è decisamente più alto in media, del 3,2%. In Belgio si arriva al 7,1%, in Ungheria al 6,2%, in Germania e Francia al 5,9% e al 5,7%

Insomma, in gran parte d’Europa l’insicurezza è cosa da poveri, in Italia è un po’ per tutti. Da un lato potremmo interpretarla come un fatto positivo, nel nostro Paese non ci sono ghetti come quelli che popolano alcune grandi città francesi, tedesche, inglesi, belghe, olandesi, e che dividono in modo netto segmenti di società in uno stato di deprivazione da quelli più ricchi, in cui l’integrazione degli stranieri è lacunosa. Secondo le statistiche siamo pur sempre in una situazione di maggiore insicurezza della media europea, è significativo il fatto che questa appaia così pervasiva, non relegata alle situazioni di marginalità. Non possiamo, soprattutto, illuderci che alleviando la povertà diminuiremo la percezione della criminalità se già ora chi sta bene si sente tanto insicuro come chi è povero.

Si tratta di un fenomeno recente, emerso dal 2011 in poi. In precedenza la differenza tra le segnalazioni di crimini fatte dai poveri e quelle dei non poveri era analoga a quella di altri Paesi. Poi è crollata, mentre per esempio la Spagna ha seguito un andamento inverso. Vuol dire che nel corso del tempo è diminuita di più l’insicurezza dei più poveri che quella della classe media e ricca, tanto che in alcuni anni quest’ultima riferiva di assistere o temere cmini nella propria area più di coloro che erano al di sotto della soglia di povertà.

Forse è dovuto al fatto che sempre più poveri sono in realtà immigrati, mentre anche mediaticamente il tema dell’”emergenza criminalità” colpisce molto di più gli italiani? Può darsi, non ci è dato di sapere, ma andando a fondo nelle statistiche si scoprono risvolti interessanti e forse più preoccupanti. Il gap tra percezione della povertà tra i più poveri e tra tutti gli altri si ribalta quando parliamo di nuclei familiari con figli a carico. Ovvero nelle famiglie con figli, e soprattutto in quelle con due adulti e due figli la percezione di insicurezza è maggiore laddove viene superata la soglia di povertà. In quest’ultimo caso di ben due punti. Un ribaltamento totale rispetto a quanto accadeva negli anni 2000.

E anche rispetto a quanto avviene in media in Europa, dove la differenza è invece ben evidente. Solo nel caso di una casa in cui vivono genericamente due adulti, che potrebbero essere semplicemente coinquilini, in Italia vi è una distanza tra le percezioni della criminalità dei più poveri e degli altri più alta rispetto a quanto accade nella UE.

Anche tra gli anziani soli è più facile trovare qualcuno che si senta insicuro tra chi non se la cava male che tra i poveri. Insomma, chi ha più di 65 anni o ha figli a carico ha più paura di quanta ne abbiano chi si trova nelle stesse condizioni in Europa, a differenza di quanto avviene tra i single, in Italia molto meno spaventati che altrove (forse perchè più giovani?). Ma soprattutto queste categorie, anziani e genitori, sono più impauriti se si trovano al di sopra della soglia di povertà.

In Italia questo vuol dire se si trovano al Centro e al Nord, in città più che in provincia. Negli ultimi anni forse a determinare la percezione della criminalità non sono stati solo i fatti, ma la diffusione dei crimini. Anche se in calo non sono concentrati in pochi ghetti, ma anzi sono più diffusi. La lettura della realtà fatta dai media colpisce tutti allo stesso modo, poveri e non poveri, e in particolare gli italiani autoctoni, proporzionalmente di più tra coloro che sono al di sopra della soglia di povertà.

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