Nei palazzi
12 Luglio Lug 2019 0600 12 luglio 2019

Porti chiusi per “Ero straniero”: il centro destra fa muro alla vera alternativa al decreto sicurezza

Il confronto tra i deputati membri della Commissione Affari costituzionali, dove è all’esame la legge popolare “Ero Straniero” per favorire i canali regolari di immigrazione. Posizioni diverse di Lega e 5S. Se non verrà approvata in questa legislatura, il testo decadrà. Il Pd: “La sosterremo”

Salvini Linkiesta
(Andreas SOLARO / AFP)

Non c’è solo il decreto sicurezza bis di Matteo Salvini all’esame della Camera. Nella stessa commissione Affari costituzionali i partiti in queste ore stanno discutendo, a rilento, la proposta di legge di iniziativa popolare “Ero Straniero”, ereditata dalla scorsa legislatura dopo la raccolta di 90mila firme, per la promozione di soggiorni e canali regolari di immigrazione. Mentre un giorno si parla di multe milionarie alle ong e rimpatri (che non avvengono), l’altro si prova a discutere di inserimento nel mercato del lavoro degli stranieri e della emersione di una parte dei quasi 600mila immigrati irregolari che Salvini aveva promesso di rispedire subito a casa (salvo poi capire che, a questi ritmi, servirebbero 100 anni). E le anime del governo si spaccano. Con la Lega che si dice contraria e i Cinque Stelle che invece sono aperti alla discussione. Proprio negli stessi istanti in cui sono pronti a sostenere il decreto bis salviniano.

«Nel nostro Paese la regolamentazione dei flussi migratori non ha mai coinciso con i fabbisogni produttivi», ha spiegato il deputato radicale di +Europa Riccardo Magi, relatore della legge, in occasione del confronto tra le forze politiche sulla proposta organizzato alla Camera. «Questa proposta è nata quasi tre anni fa per provare a confrontarsi su un terreno di pragmatismo, andando oltre ogni approccio ideologico, partendo dai dati della realtà sociale e produttiva del nostro Paese e avanzando un’idea costruttiva per superare la legge Bossi-Fini che le forze politiche da sole non avrebbero altrimenti mai messo sul tavolo». La proposta, in sintesi, prevede l’introduzione di un permesso di soggiorno di 12 mesi per facilitare l’incontro con i datori di lavoro, la reintroduzione del sistema dello sponsor (previsto originariamente dalla legge Turco Napolitano), oltre che la regolarizzazione degli irregolari già presenti in Italia, ma su base individuale. Quindi un sistema alternativo alle sanatorie di berlusconiana memoria. L’ultima, fatta nel 2002 prima della Bossi-Fini, portò alla regolarizzazione di circa 850mila stranieri in una volta sola.

È incredibile che noi ci accaniamo per giorni a discutere di 40 persone a bordo di una nave e non parliamo di oltre mezzo milione di persone irregolari che sono nel nostro Paese, con tutto quello che questo comporta in termini di sfruttamento del lavoro e criminalità

Riccardo Magi, + Europa

«È incredibile che noi ci accaniamo per giorni a discutere di 40 persone a bordo di una nave e non parliamo di oltre mezzo milione di persone irregolari che sono nel nostro Paese, con tutto quello che questo comporta in termini di sfruttamento del lavoro e criminalità. Persone di cui il legislatore si deve occupare se ha un approccio non ideologico al problema», dice Magi. «Il punto non è come regolare gli arrivi, ma come regolarizzare in parte chi è già in Italia».

Il no alla proposta, in realtà, è già arrivato dai colleghi della Commissione di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia presenti all’incontro alla Camera. «Noi vorremmo cambiare la gestione dell’immigrazione in modo opposto, così si fanno entrare un po’ tutti. Finché noi saremo al governo questa legge, così com’è, ci vede decisamente contrari», ha ribadito il leghista Giancarlo Igor Iezzi. «In Italia ci sono già problemi notevoli per ricerca lavoro degli italiani. Il problema dei rimpatri degli irregolari è un problema di quattrini, l’obiettivo è trovare le risorse per fare gli accordi con i Paesi. Così possiamo prosciugare questo lago che è stato creato negli anni precedenti». Il “niet” è già arrivato anche da Emanuele Prisco di Fratelli d’Italia. E dalla forzista Laura Ravetto. «Nessuno è contrario ad aprire canali regolari, ma se regolarizzi quello che c’è già oggi mandi un messaggio non positivo all’esterno, il messaggio del “vieni qui clandestinamente e poi vieni regolarizzato”», ha detto Ravetto. «Bisogna agire sui rimpatri e poi aprire in maniera trasparente i canali regolari. Ecco perché vedo positivamente il fondo per gli incentivi sui rimpatri previsto nel decreto sicurezza bis».

Questa legge ora deve essere la piattaforma sulla posizione che deve assumere il Partito democratico sul tema migratorio, e cioè un approccio pragmatico e non ideologico sul fenomeno, facendo tornare di moda la razionalità

Gennaro Migliore, Pd

La discussione della proposta di legge in Commissione è stata avviata lo scorso aprile. Ora dovrebbero partire le audizioni in Commissione. Una apertura è arrivata della deputata 5S Simona Suriano, membro della Commissione: «Non siamo chiusi rispetto a questa proposta di legge», ha detto. In contrasto con gli alleati di governo leghisti. Ma poi sarà tutto da vedere.

«Già sarà un miracolo se riusciamo a portarla in aula perché in più occasioni ci hanno mostrato cosa sono capaci di fare», ha commentato Gennaro Migliore del Partito democratico. Lo stesso partito che non ha ancor nominato un responsabile immigrazione al suo interno. «Il più grande errore del Pd è stata la mancata revisione della Bossi-Fini nella scorsa legislatura», ha ammesso. «Questa legge ora deve essere la piattaforma sulla posizione che deve assumere il Partito democratico sul tema migratorio, e cioè un approccio pragmatico e non ideologico sul fenomeno, facendo tornare di moda la razionalità», ha spiegato Migliore. «Noi in commissione sosterremo questa legge, che riduce gli impatti negativi della presenza di immigrati irregolari. Gli stessi che il primo decreto sicurezza farà invece crescere, dopo aver abolito il permesso umanitario».

La strada della legge è in salita. Ed essendo una eredità della scorsa legislatura, il testo deve essere approvato in quella in corso, altrimenti decadrà. «Abbiamo il dovere di ragionare ed elaborare proposte, non di polemizzare e schernire», ha detto Laura Boldrini. «Questo governo non vuole gestire l’immigrazione davvero, ma creare l’emergenza per sviare l’attenzione dai reali problemi del Paese. E lo smantellamento dello Sprar è stato coerente con questo disegno di creare il caos».

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