Ocean’s tales
12 Luglio Lug 2019 0600 12 luglio 2019

Tutelare i mari? Iniziamo dal nostro, il Mediterraneo

Il mar Mediterraneo è un ecosistema antico e complesso. Per tutelarlo sono state approvate diverse direttive a livello nazionale ed europeo. È un inizio, ma bisogna rendersi conto che per avere un vero impatto bisogna agire tutti insieme

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Photo by David Boca on Unsplash

Il Mar Mediterraneo ha una storia antica: in 8.000 anni, si sono qui succedute culture tra le più diverse, solcando le sue onde con innovazioni, scoperte e identità. Con i suoi 22 stati costieri, l’area intera del Mediterraneo presenta una complessità elevata, che si riflette anche nelle autorità che ne regolano lo spazio marittimo, disciplinato per il 54% dalle giurisdizioni nazionali, con un 46% di acque non sottoposte alla sovranità di alcuno stato.

Una diversità di approcci che ha presentato fin dalle origini delle ripercussioni anche sulla preservazione dell’ecosistema marino, nel tentativo continuo di delineare un perimetro comune di misure, regole e linee guida. Di qui, l’adozione del cosiddetto Ecosystem Approach (EA), un approccio sinergico che si declina su due principali strumenti regolamentari. La Direttiva quadro Ue sulla Strategia Marina (MSFD), che ha l'obiettivo 2020 ("o il più presto possibile") di raggiungere un buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) delle acque marine europee, e una strategia comune rivolta a tutti i paesi del Mediterraneo che hanno adottato il Mediterrean Action Plan (MAP) - il primo programma regionale per il mare dell’United Nation Environment Programme (UNEP).

Se de iure il percorso verso questi obiettivi è chiaro e avviato, lo è meno de facto

Le finalità sono chiare: il recupero della struttura e della funzionalità degli ecosistemi marini e costieri, la riduzione dell’inquinamento e la prevenzione e la gestione della vulnerabilità delle acque e delle coste a rischio. Se de iure il percorso verso questi obiettivi è chiaro e avviato, lo è meno de facto. Quando si parla di ecosistema, la sfida infatti è conciliare i principi della scienza con le necessità della pratica. Nonostante l’EA sia stato riconosciuto come paradigma dominante per la gestione degli ecosistemi marini, difficilmente viene implementato a causa dell’incompatibilità tra la teoria degli ecosistemi e la sua effettiva gestione.

L’istituzione di un framework di governance ambientale del Mediterraneo condiviso nell’ambito di una strategia in linea con i dettami dell’Ecosystem Approach e in sinergia con l’architettura regolatoria del Mediterrean Action Plan rappresenta infatti la sfida principale per i prossimi decenni per cui tutti gli stati sono chiamati ad agire. In altre parole, affinché il Mare Nostrum sia davvero tale – di noi tutti – c’è bisogno di un’architettura condivisa da tutte le bandiere che sventolano lungo le sue coste delle sue acque. La firma è solo il primo passo.

A cura di Rafael Sardá (PhD, MBA) Senior Scientist del Consiglio superiore per la ricerca scientifica (Spagna)

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