Lieto fine mancato
17 Luglio Lug 2019 0600 17 luglio 2019

Karen Blixen: “Il matrimonio? È una cosa immorale”

La baronessa e scrittrice danese, candidata più volte al premio Nobel per la letteratura (ma senza mai vincerlo), fu sposata con suo cugino. Manco a dirlo, però, la storia finì male

Karen Blixen_Linkiesta
PangeaNews

Il KV 622 in Kenya può dare solo un risultato. Intendo. Il memorabile concerto per clarinetto e orchestra, che si eleva, purissimo, tra savana e bosco, Mozart sul dorso di un ghepardo, è l’emblema de La mia Africa. Oh, certo, il viziato vezzo dei nobili europei che volevano l’esotico – con moralità calvinista sotto il palato, insieme alle virtuose piantagioni di caffè – stanchi della metropoli elefantiaca. Però… Karen Blixen è l’opposto di Josep Conrad – dove lui trova furori di tenebra lei scorge gioia narrativa – ma forse – forse – Karen è un Kurtz in gonna.

Rewind. Vado a trovare l’amico Alessandro Rivali nella nuova sede – bellissima – della Ares, a Milano, alle spalle della tirannosaurica bellezza di Sant’Eustorgio, che ti schianta. Alessandro, poeta polifonico, mi fa, vieni con me ti porto in un posto che… Mi conosce bene – faccenda di macelleria intellettuale. Via Scaldasole, traversa di Corso di Porta Ticinese. Scaldasole Books. Graffiti briosi sul muro. Lavagna all’ingresso: “Una foresta di libri nuovi e usati”. Un sogno per speleologi del libro. Piano sotterraneo. Libri di ogni sorta. Di sbieco. Scaffalati. Per terra. Torni a essere un cercatore di meraviglie. Di sopra, intanto, sento delle voci. La libreria è luogo di riparo, di ricovero – passano folli e questuanti, vigili e vicini, cittadini non conformi, perché stare nell’assedio dei libri rende appetitoso il dialogo.

Sintesi: metterei tenda qui. Ogni libro – spesso di autori beatamente dimenticati – è una avventura. Di lettere, odori, labirinti spirituali (in alcuni libri c’è il timbro della biblioteca d’appartenenza, originaria; in altri c’è il tratto di chi lo ha letto, parole, commenti; in terzi ci sono delle lettere, che di per sé costituiscono un fenomeno romanzesco nel romanzo). Ergo: Alessandro deve tirarmi fuori da queste catacombe paradisiache a colpi di minacce e anatemi. Prendo un tot di libri. Pagati pochissimo. (Voglio dire: la libraia, specie di Maga Magò dei miei caravanserragli onirici e perfino omerici, non fa come troppi mercanti di ‘modernariato’, per cui il libro ‘a metà prezzo’ lo paghi il doppio, ti vizia con libri a 2 o 3 euro…). Ringrazio la libraia, l’amico, gli dèi del bibliomane.

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