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18 Luglio Lug 2019 0600 18 luglio 2019

Sembrano carote, ma sono pezzi di tacchino: la rivolta dei “carnivori” contro le mode vegetariane

È un’idea in controtendenza: anziché fare piatti a base di verdure che somigliano a piatti di carne, ecco piatti a base di carne che somigliano a verdure

carote
Marco Verch Professional

Andare sempre in direzione ostinata e contraria. Se tutto il mondo della ristorazione si è rassegnato a offrire, in maniera crescente, prodotti alternativi alla carne a base vegetariana che però mantengono l’aspetto del piatto originario (come gli hamburger-non-di-carne di Burger King) , c’è chi decide di fare l’opposto: offrire cioè prodotti a base di carne come alternativa a piatti vegetariani che, in più, sembrano anche piatti vegetariani.

È un’azienda americana che ha in mente lo stile di vita americano: “La carne a base di vegetali è l’ultima incarnazione del tentativo di rendere la verdura simile a quello che vogliono gli americani, cioè una grande e deliziosa bistecca”, ha detto Jim Taylor, capo dell’ufficio marketing di Arby’s. “Tutti sappiamo che dovremmo mangiare verdura ogni giorno. Ma il 90% degli americani non raggiunge la quantità raccomandata. Allora ci siamo detti: se gli altri possono fare la carne dalle verdure, perché non facciamo verdure dalla carne?”

È così che nasce, per la prima volta, il “megetable”. E dopo alcune sperimentazioni, è pronto a essere servito in tavola il primo esemplare di carota di carne, la “marrot”.

Non è servita molta fantasia, in realtà. Jim Talyor si è rivolto a Neville Craw, vice-presidente del ramo dell’innovazione culinaria e brand executive chef ad Arby’s, e insieme hanno trovato una soluzione. Craw ha preso un petto di tacchino e lo ha tagliato nella forma di una carota. Poi lo ha fatto girare in una marinatura di carota prima di lasciarlo arrostire per un’ora.

Di fatto è un petto di tacchino con la forma di una carota. ”Questa è innovazione. E vogliamo continuare in questa direzione: questo è un concetto che non è mai esistito prima”, ha detto Taylor. E chissà se si è anche chiesto il perché.

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