Reddito di cittadinanza
18 Luglio Lug 2019 0600 18 luglio 2019

Caos di cittadinanza: tremila navigator pronti a partire, ma senza app (e senza sapere cosa fare)

Al ministero dello Sviluppo economico 16 regioni hanno firmato le convenzioni bilaterali con Anpal sui navigator. Assenti Lombardia e Campania. Ma per le convocazioni dei beneficiari del reddito non c’è ancora un sistema automatico. Parisi alle Regioni: “Possono inserire i dati manualmente”

Mimmo Parisi Linkiesta

Al tavolo della Sala degli Arazzi del ministero dello Sviluppo economico si sono seduti solo 16 assessori regionali. La firma delle convezioni bilaterali tra Anpal Servizi e Regioni sui navigator parte monca. Con due grandi assenti: la Lombardia, ancora in fase di rifinitura della convenzione, e la Campania, con la quale è in corso lo scontro politico sulle funzioni delle figure che assisteranno i percettori del reddito di cittadinanza nella ricerca di un lavoro. Assente il ministro Luigi Di Maio, a firmare le convenzioni c’erano il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi e il presidente di Anpal Mimmo Parisi. «Dalla Campania non abbiamo ancora raggiunto una notifica formale che dice “non si fa”», spiega Parisi, «per cui io sono ottimista». Ma i tempi della partenza della fase 2 del reddito, quella del lavoro da ricercare per i beneficiari, si prospettano ancora lunghi.

«È stato un lavoro estenuante, non semplice», dice Cominardi. «Finalmente chiudiamo questa cosa». Il confronto era partito, con la tensione alle stelle, quando il decretone del reddito era ancora in fase d’esame nelle commissione. Con le Regioni che non perdevano occasione per ribadire le politiche attive erano competenza loro. La prima intesa risale al 17 aprile scorso. Tre mesi dopo, il 17 luglio si è chiuso il cerchio. Ma da qui a far partire le politiche attive legate al reddito ci vorrà ancora.

Il 18 luglio cominceranno le convocazioni dei 2.980 navigator nelle sedi locali di Anpal. Dal 19 potranno essere firmati i primi co.co.co. biennali. Il contratto, che avrà validità fino a fine aprile 2021, prevede una retribuzione lorda annuale di 27.338,76 euro. Sono previsti anche dei rimborsi forfettari per le spese di viaggio, per cui si arriverà a un netto di circa 1.700 euro.

I prossimi 29, 30 e 31 luglio, a Roma, Palermo e Cagliari ci sarà quello che Parisi chiama “kick off”, calcio d’inizio, tre giornate motivazionali di team building all’americana, seguite poi dalla formazione “on the job”

Poca chiarezza ancora, invece, sulle mansioni. «Compito principale del navigator è supportare gli operatori dei centri per l’impiego nella realizzazione di un percorso che coinvolga i beneficiari del reddito di cittadinanza dalla prima convocazione fino all’accettazione di un’offerta di lavoro congrua», spiegano da Anpal. Una volta firmato il Patto per il lavoro, al beneficiario viene dato l’assegno di ricollocazione. L’ultimo step è la proposta di un lavoro congrua. Cosa dovrà fare l’operatore del cpi e cosa il navigator non è ancora specificato. Anche perché, una volta arrivato l’ok da parte della Corte dei Conti sui fondi rimanenti destinati alle assunzioni per il potenziamento dei cpi, le Regioni cominceranno a bandire i concorsi per l’assunzione dei nuovi operatori, che saranno contrattualizzati a tempo indeterminato. «Stiamo ancora aspettando il decreto di riparto delle risorse per rafforzamento personale dei cpi», ha detto Cristina Grieco, assessore al Lavoro della Regione Toscana e coordinatrice della commissione lavoro della Conferenza delle Regioni.

A lato del testo della convenzione comune per tutte le regioni, ogni ente ha inserito un addendum in base alle esigenze locali. La maggior parte delle regioni ha previsto la clausola che autorizza il navigator a intervenire, se necessario, in modo diretto nei confronti dei percettori del reddito. Tranne Calabria e Lazio. Puglia, Sardegna e Umbria hanno escluso invece ulteriori attività di assistenza tecnica.

Ma prima di capire cosa i navigator andranno a fare, i vincitori del concorsone dovranno essere formati. Nei criteri di selezione per il quizzone non era richiesta alcuna esperienza pregressa. Anpal ha prima “formato i formatori dei navigator”, che ora a loro volta dovranno essere preparati a operare nei centri per l’impiego. I prossimi 29, 30 e 31 luglio, a Roma, Palermo e Cagliari ci sarà quello che Parisi chiama “kick off”, calcio d’inizio, tre giornate motivazionali di team building all’americana, seguite poi dalla formazione “on the job”. I futuri navigator dovranno studiare 16 moduli per un totale di 200 ore, da realizzare nell’arco di quattro mesi. Ma da Anpal assicurano che, seppure non ancora formati, i navigator saranno già attivi a partire da agosto.

Il cda di Anpal ha dato mandato alla direzione di esplorare la possibilità di una convenzione con Invitalia per lo sviluppo della piattaforma. Ma ancora non si sa nulla. Intanto i navigator, che con il sistema avrebbero dovuto lavorare, cominceranno a firmare i contratti

Senza dimenticare che la famosa piattaforma tecnologica che i navigator avrebbero dovuto usare per sostenere i beneficiari del reddito, sul modello della app Mississippi Works che Mimmo Parisi ha sviluppato in Mississippi, ancora non esiste. Né si prospetta all’orizzonte alcuna gara per lo sviluppo. Nei centri per l’impiego, le strutture dove i navigator saranno chiamati a operare, per il momento si resta in attesa dell’arrivo dei nuovi colleghi e delle annunciate infrastrutture tecnologiche. Ma le convocazioni per sottoscrivere i Patti per il lavoro, a regime, non sono partite. Chi ha sottoscritto i patti lo ha fatto perché si è presentato autonomamente nei centri per l’impiego, temendo di perdere il sussidio. Secondo quanto dichiarato da Cristina Grieco, in Toscana si sarebbe presentati spontaneamente 8mila dei 16mila percettori del reddito: la metà. E Parisi assicura: «C‘è già chi ha trovato un lavoro, e chi è stato avviato a un percorso di formazione».

Il sistema informativo integrato tra Anpal e Regioni non è ancora partito. Anpal finora ha inviato le liste dei primi 120mila nuclei beneficiari in formato di semplici liste di file. Tutt’altro che la rivoluzione tecnologica prospettata da Di Maio quando ha “importato” in Italia il guru del reddito, insomma. «Le liste sono già presenti, alcune regioni stanno già usando queste liste. Anche se non sono caricate in maniera automatica, possono essere caricate in maniera manuale», ha spiegato Parisi. «Più della metà delle regioni ha già sviluppato il sistema. Stiamo dando un po’ di tempo. Gli elementi per fare le chiamate ci sono, anche alla vecchia maniera. Le persone stanno andando ai centri per l’impiego e stanno ricevendo servizi».

Quanto alla piattaforma informatica che dovrebbe favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, i tempi si allungano ancora. E da Anpal non arriva alcuna scadenza, nonostante siano previsti incentivi per chi assume i percettori del reddito e le aziende dovrebbero quindi poter inserire le vacancy per accedervi. Il 15 luglio Anpal aveva lanciato una piattaforma sviluppata in precedenza, ma poi l’annuncio è scomparso dopo poche ore dal sito.

«La piattaforma informatica non è un software, ma è un servizio composto da diverse parti», spiega Parisi. «C’è la struttura organizzativa dell’agenzia, quella parte l’abbiamo fatta; una organizzazione dei dati in modo tale che possono essere messi a disposizione poi per automatizzarli, la robotizzazione del sistema pubblico, e questo è stato già fatto. Adesso dobbiamo capire le modalità su come mettere questo servizio a disposizione dei cittadini in maniera più semplice». Il cda di Anpal ha dato mandato alla direzione di esplorare la possibilità di una convenzione con Invitalia per lo sviluppo della piattaforma. Ma ancora non si sa nulla. Intanto i navigator, che con il sistema avrebbero dovuto lavorare, cominceranno a firmare i contratti.

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