Battaglia sul fisco
26 Luglio Lug 2019 0600 26 luglio 2019

Riforma fiscale in alto mare: i sindacati incontrano il governo e scoprono che per ora è solo propaganda

Il governo ha convocato Cgil, Cisl e Uil in risposta all’incontro organizzato da Salvini al Viminale, ma non è stata presentata alcuna proposta di riforma fiscale né è stato detto quante risorse si metteranno in campo. Nessun testo neanche sul taglio del cuneo fiscale annunciato da Di Maio

Salvini Di Maio Linkiesta
(FILIPPO MONTEFORTE / AFP)

Nella Sala Verde di Palazzo Chigi, nell’incontro con i sindacati, accanto al premier Giuseppe Conte c’era il ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il vicepremier Cinque Stelle solo qualche settimana fa aveva attaccato i leader di Cgil, Cisl e Uil per esser andati al Viminale a parlare di flat tax alla presenza dell’ex sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione. Stavolta a Palazzo Chigi i ministri c’erano tutti. Quella che è mancata, però, è stata la proposta di riforma fiscale da parte del governo in vista della prossima manovra. «Il governo ci ha detto con chiarezza che non ha ancora definito un proprio progetto di riforma fiscale», ha spiegato la segretaria della Cisl Annamaria Furlan. «Né ci hanno saputo dire quante risorse metteranno in campo per la riforma del fisco». Ed è lo stesso Salvini ad ammetterlo in polemica con Conte: «Vorrei ancora capire qual è l'idea di manovra economica per il Paese».

L’incontro del 25 luglio è stato la risposta del premier Conte all’iniziativa che il vicepremier leghista Matteo Salvini aveva organizzato a sorpresa lo scorso 15 luglio al ministero degli Interni. Oggetto dell’incontro: sempre la riforma del fisco. Con un focus sulla proposta leghista di flat tax al 15% sui redditi fino a 55mila euro. Mossa che aveva fatto infuriare il presidente del Consiglio, che aveva subito rivendicato la sua competenza in materia. E pure Di Maio aveva reagito stizzito, ma prendendosela con i sindacati. Che a loro volta avevano fatto presente di essere ancora in attesa di un calendario sulle convocazioni.

Il governo ci ha detto con chiarezza che non ha ancora definito un proprio progetto di riforma fiscale. Né ci hanno saputo dire quante risorse metteranno in campo per la riforma del fisco

Annamaria Furlan, segretaria Cisl

Calendario che ora c’è, in forma di “workshop”, come li ha chiamati Di Maio. Dopo l’incontro del 25 luglio sulla riforma fiscale, i prossimi appuntamenti delle parti sociali a Palazzo Chigi sono stati fissati per lunedì 29 luglio per parlare di investimenti e Sud e per il 5 agosto per discutere di lavoro e politiche sociali, con un focus sul salario minimo. Tutti incontri propedeutici per definire la legge di stabilità, spiegano le parti sociali, soddisfatte del confronto, dopo averlo chiesto più volte nelle manifestazioni di piazza contro il governo.

Dopodiché, finita la pausa estiva, sindacati e governo si riaggiorneranno a settembre. «Dopo l’estate attendiamo dal governo una proposta di riforma fiscale», ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini. «A settembre ci diranno qualcosa».

Noi vogliamo discutere con il governo. Ora bisogna che si mettano d’accordo

Maurizio Landini, segretario Cgil

Nessun testo scritto è stato consegnato alle parti sociali neanche sul taglio del cuneo fiscale alle imprese annunciato in mattinata, prima dell’incontro, da Di Maio, forse nel tentativo di trovare una sponda per rubare terreno a Salvini sulla proposta della flat tax che ai sindacati non piace affatto. «Oggi pomeriggio presenterò alle parti sociali la nostra proposta sul taglio del cuneo fiscale alle imprese, quello che pagano quando assumono un dipendente, quando finanziano la Naspi. Abbiamo i soldi per ridurlo», aveva annunciato il vicepremier. «In questo modo facciamo risparmiare 4 miliardi di euro alle imprese con i quali potremo fare il salario minimo senza gravare sulle imprese». Dalla Lega replicano subito: «4 miliardi sono troppo pochi». Ma oltre agli annunci, le parti sociali non hanno ricevuto proposte concrete. «Di Maio ha ripetuto che vuole tagliare il cuneo fiscale ma non ha presentato una proposta», ha confermato Furlan.

Intanto, in assenza di una proposta del governo, i sindacati hanno presentato il loro progetto di riforma del fisco. «Abbiamo detto che è necessaria prima di tutto una riforma che premi chi le tasse le paga, e cioè lavoratori dipendenti e sindacati», ha spiegato il segretario della Uil Carmelo Barbagallo. L’idea dei sindacati è quella di una revisione delle aliquote e delle detrazioni, in un’ottica di aumento dei salari. Da coniugare con una lotta all’evasione fiscale, anche con maggiori assunzioni all’Agenzia delle entrate, e con una nuova idea di “fisco ambientale” che premi le imprese che investono in innovazione e sostenibilità.

Ora, oltre al calendario dei “workshop”, anche Salvini aveva annunciato che avrebbe riconvocato i sindacati al Viminale nella prima settimana di agosto. I due vicepremier si contendono così la scena con le parti sociali. Anche se di concreto, sul tavolo, ancora non si vedono né testi né risorse da investire. «Noi vogliamo discutere con il governo», ha detto Landini. «Ora bisogna che si mettano d’accordo».

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