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31 Luglio Lug 2019 0600 31 luglio 2019

Tax Free e non solo: i turisti scelgono l’Italia anche per fare shopping

Nei primi sei mesi del 2019, solo il tax free shopping è cresciuto del 12% rispetto all’anno prima. I turisti che arrivano in Italia spendono 8 miliardi in più rispetto agli italiani che viaggiano all’estero. Un surplus che non si registra in nessun altro settore dell’economia nazionale

Chinese Tourists Linkiesta
(Romeo GACAD / AFP)

Viaggiare per fare shopping. E l’Italia, per i turisti che vogliono lasciarsi andare alle compere, anche costose, è una delle mete preferite. Dopo la flessione del 2018 dovuta in gran parte all’euro forte, hanno ripreso a galoppare gli acquisti tax free dei turisti extraeuropei. Con i cinesi in testa, seguiti da russi e americani. Nei primi sei mesi del 2019, solo il tax free shopping è cresciuto del 12% rispetto all’anno prima. E la novità è che, oltre che nelle mete tradizionali, come Milano e Roma, i turisti non hanno badato a spese anche nelle città finora rimaste ai margini dello shopping internazionale, come Torino, Siena e Palermo.

Sono i primi dati dell’Osservatorio sul turismo di Global Blue e Federturismo, presentati nel convegno su “Le nuove sfide del turismo italiano” organizzato dall’Osservatorio parlamentare sul turismo. «Un trend in crescita», spiega Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia, «trainato non solo dalle destinazioni italiane più tradizionali, ma anche da quelle meno note ai globe shopper, ma con un grande potenziale di sviluppo. Penso ad esempio a Torino dove il tax free shopping nei primi sei mesi del 2019 ha fatto segnare un +48%, a Siena con un +39% e a Palermo con un altro +48%. Numeri significativi che sottolineano quanto sia fondamentale valorizzare anche queste aree del Paese in grado di attrarre flussi turistici significativi grazie alla tradizione e all’unicità del made in Italy riconosciuti a livello internazionale».

Lo shopping, a guardare le cifre, diventa quindi anche motivo del viaggio e un fattore di attrattiva della destinazione. In tanti arrivano in Italia anche per comprare quei prodotti del made in Italy sognati a migliaia di chilometri di distanza. Secondo i dati presentati da Andrea Giuricin, docente dell’Università Milano Bicocca, solo nell’estate del 2019 la spesa degli stranieri che hanno scelto l’Italia come meta di vacanze sarà superiore alla spesa dei turisti italiani all’estero di quasi 8 miliardi di euro. Un surplus che non si registra in nessun altro settore dell’economia italiana.

Se si considera che più di un turista su quattro cerca una località in cui sia possibile fare acquisti prima di scegliere la meta del suo viaggio, è evidente come sia fondamentale investire nella promozione di luoghi e occasioni d’acquisto

Marina Lalli, vicepresidente di Federturismo

«Se si considera che più di un turista su quattro cerca una località in cui sia possibile fare acquisti prima di scegliere la meta del suo viaggio, è evidente come sia fondamentale investire nella promozione di luoghi e occasioni d’acquisto, fino a farli diventare sempre più veri fattori d’attrattiva per i viaggiatori internazionali», spiega Marina Lalli, vicepresidente di Federturismo.

E il valore dello scontrino cresce. Nei primi sei mesi dell’anno la spesa media è stata di 950 euro, con un + 9 per cento. A spendere di più sono i cinesi, che da soli rappresentano quasi un terzo degli acquisti tax free, con uno scontrino medio di 1.167 euro. A seguire russi e americani. Significativo anche l’incremento dei viaggiatori provenienti dai Paesi del Golfo (+51%).

Meta privilegiata dello shopping tax free resta Milano (con il 36% del totale degli acquisti dei viaggiatori internazionali registrati a livello nazionale), seguita da Roma (21%), Firenze (10%) e Venezia (6%). Tutte queste quattro destinazioni insieme arrivano a coprire il 73% del totale italiano delle vendite tax free.

Abbassare la soglia, se non eliminarla, creerebbe maggiore attrattività e competitività per il nostro Paese, e potrebbe coinvolgere nello shopping tax free anche l’artigianato, soprattutto quello agroalimentare

Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia

Ma ci sono delle new entry interessanti. A Forte dei Marmi, ad esempio, è stato registrato lo scontrino medio più alto staccato nel Centro Italia, pari a 2.134 euro. Trend positivo per il tax free shopping anche a Siena, dove le vendite sono aumentate del 39% nel primo semestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con uno scontrino medio di 741 euro. E anche nel Sud Italia gli acquisti sono aumentati del 22%, con una spesa media di 986 euro. In testa Palermo, dove i turisti cinesi hanno fatto acquisti in media per 2.422 euro. In Campania, spiccano Napoli e Capri. Nell’isola, gli acquisti tax free sono stati effettuati soprattutto da viaggiatori arrivati da Stati Uniti, Taiwan e Cina.

Va ricordato però che l’Italia, dopo la Francia, resta il Paese europeo con la soglia minima più alta per acquisti tax free, pari a 154,94 euro. La Francia, con una soglia di 175,01 euro, ha stabilito che dal 2020 la porterà a 100 euro. Danimarca, Olanda, Belgio, Grecia e Lussemburgo le hanno abbassate tra i 40 e i 75 euro. Mentre in Germania, Regno Unito e Irlanda non esiste alcuna soglia minima. «La maggior parte delle transazioni tax free negli altri Paesi sono al di sotto dei 100 euro», spiega Rizzi. «Abbassare la soglia, se non eliminarla, creerebbe maggiore attrattività e competitività per il nostro Paese, e potrebbe coinvolgere nello shopping tax free anche l’artigianato, soprattutto quello agroalimentare».

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