Disgelo
6 Agosto Ago 2019 0839 06 agosto 2019

Si stanno sciogliendo i ghiacciai italiani: il riscaldamento globale spiegato ai sovranisti

I ghiacciai italiani si sono dimezzati. Se si va avanti così, nel giro di vent’anni non ce ne sarà più uno sotto i 3.500 metri di quota. E più il riscaldamento globale aumenta, più le persone saranno costrette a muoversi in cerca di condizioni di vita migliori

Ghiacciaio Linkiesta
(MARCO BERTORELLO / AFP)

A noi spiace, cari lettori, mandarvi a noia questa colonna con la nostra monotonia. Però le notizie sul clima che cambia si susseguono di giorno in giorno. E visto che abbiamo passato un inverno e una primavera a discutere delle treccine di Greta, del suo sguardo, di che c’era dietro, non c’è niente di male se per quel qualche giorno parliamo di ghiacciai che si sciolgono davvero, no? I nostri, non solo quelli della Groenlandia. È notizia di ieri, infatti, che negli ultimi cento anni, i ghiacciai italiani si sono dimezzati. E che, di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi trent’anni.

Avete capito, sovranisti? I ghiacciai di casa nostra, rigorosamente made in Italy, sono quasi del tutto spariti. E se si va avanti così, nel giro di vent’anni, non ce ne sarà più uno sotto i 3.500 metri di quota. Troppo caldo. Rimarrebbero giusto i ghiacciai delle Alpi Occidentali, monte Bianco, monte Rosa, Cervino e poco altro, quelli più in Alto. Il resto diventerebbe una specie di Appennino dalla temperatura mite. E no, non è colpa né dell’Europa, né dei cinesi, né della globalizzazione, né della curvatura dell’asse terrestre o delle tempeste solare. Niente alibi, questo giro. È colpa nostra, intesi come specie umana. Origine antropica, dicono gli scienziati. E il consenso è tale, che nemmeno il più incallito dei complottisti potrebbe dire il contrario.

Potete continuare a negare che esista, ovviamente. A parlare di flat tax, di emergenza sicurezza, di ruspe e zingaracce. Potete continuare a votare il vostro Capitano che gira di spiaggia in spiaggia. Ma, fossimo in voi, gli chiederemmo conto di quel che non dice sul tema dell’emergenza climatica

Il punto chiave, ovviamente, sono gli effetti. Che già conoscete a memoria, ma che vale la pena ribadire, spiegati dal professor Colucci, glaciologo del Cnr intervistato dall’Ansa, eccellenza italiana pure lui: «il fenomeno della fusione dei ghiacci non riguarda solo le Alpi, ma tutte le catene montuose del mondo, dalle Ande all'Himalaya, i due poli e le steppe artiche. Paesi come Perù, Cile e India contano sui ghiacciai montani per l'approvvigionamento idrico, e potrebbero avere problemi. La sparizione dei ghiacci polari potrebbe sommergere isole e località costiere. Ai tassi attuali di fusione, la sola Groenlandia contribuirà ad un aumento di livello marino tra 5 e 30 cm, senza considerare tutte le altre fonti. E lo scongelamento del permafrost, il terreno ghiacciato delle steppe, libererebbe enormi quantità di metano, il gas serra con l'effetto maggiore».

La diciamo ancora più cruda. Più si sciolgono i ghiacci più il pianeta si scalda. Più il pianeta si scalda più gli ecosistemi cambiano. Più gli ecosistemi cambiano più le persone sono costrette a muoversi alla ricerca di ecosistemi migliori. O pensate davvero che un peruviano o un indiano possano sopravvivere senza acqua, o un abitante delle Maldive sotto il livello del mare, giusto per dirne un paio. Quindi, sì, cari sovranisti, il riscaldamento climatico non distrugge solo un’importante filiera made in Italy, quella dell’acqua. Non solo vi crea problemi se volete andare a sciare, ma è anche causa di fenomeni migratori di massa.

Potete continuare a negare che esista, ovviamente. A parlare di flat tax, di emergenza sicurezza, di ruspe e zingaracce. Potete continuare a votare il vostro Capitano che gira di spiaggia in spiaggia, fino a che ci saranno spiagge dove andare senza che siano mangiate dall’innalzamento delle acque, ovviamente. Ma, fossimo in voi, gli chiederemmo conto di quel che non dice sul tema dell’emergenza climatica. E cominceremmo a porci il problema sul serio. Per aiutarli a casa loro e, già che ci siamo, aiutarci a casa nostra. Che ne dite, si può fare?

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