cose turche
13 Agosto Ago 2019 0600 13 agosto 2019

Palazzi? Roba da rammolliti, meglio le tende. Così i sovrani ottomani dimostravano la loro natura di guerrieri nomadi

Ne avevano di tutti i tipi: per il bagno, per ripararsi dal sole, per dormire e per le condanne a morte. Eredità di una epoca in cui combattevano e vivevano senza fissa dimora

The Movable Tent Cities Of The Ottoman Empire 633
da Wikimedia

Tra i complimenti che un sovrano ottomano, con immensa soddisfazione, poteva sentirsi fare c’era ache quello di “piolo generoso”, o “corda benaugurante”. Tutte parole che possono stupire l’orecchio occidentale, incastellato da sempre, ma che facevano grande piacere al capo di un impero figlio di un popolo nomade. Le tende, anche secoli dopo la sedentarizzazione dei turchi, continuavano a essere visti come “palazzi mobili” e costituivano una forma di archiettura propria, con i relativi addetti ai lavori che curavano organizzazione, costruzione e decorazione (gli Otakcıbaşı).

Prima erano la base degli accampamenti militari. Poi vere e proprie residenze. E anche quando nel XIII secolo cominciarono a stabilirsi in palazzi, non vennero mai messe da parte del tutto. Come si fa notare qui, fuori da Adrianopoli, ancora nel XV secolo, era possibile vedere una fitta distesa di tende che circondava la città in pietra. E la stessa architettura del palazzo Topkapi, secondo alcuni studiosi, è fatta apposta per richiamare l’idea dell’accampamento. Non c’è simmetria, non c’è ordine, ma è solo “un ammasso di case irregolari”, scriveva un visitatore francese. È, in realtà, una serie di cortili con padiglioni disposto in modo libero. Proprio per richiamare sia la storia che la potenza militare del Paese.

Del resto, come si spiega bene qui, esistevano tende di ogni tipo e colore. Erano strutture enormi o piccole, fatte per proteggere dal Sole o per cucinare, pensate per il bagno o per le esecuzioni dei nemici. Quelle del sovrano (altrimenti che sovrano mai sarebbe) erano decorate con pali in oro e tessuti preziosi. E quando nel 1720 Ahmed III aveva deciso di festeggiare la circoncisione dei sui quattro figli con una celebrazione di 15 giorni, venne servito gelato a tutti gli ospiti (si parlava di 10mila giare piene) e tutte le feste vennero svolte all’interno di tende specifiche. Tra tutte spiccava quella per i cannoni, e quella regale. Addirittura, in mezzo a tutto, c’era anche una tenda chiamata a rappresentare la Torre della Giustizia, uno degli elementi del palazzo del Topkapi.

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