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22 Agosto Ago 2019 0600 22 agosto 2019

Grandi sorprese: chi usa le emoji ha più successo in amore

Lo rivela una indiscutibile ricerca scientifica: secondo alcuni sondaggi, l’utilizzo delle faccine e dei cuori è proporzionale alle possibilità di fare conquiste amorose: più se ne mettono e meglio è

Emoji
da Pixabay

Ci si spiega meglio, si aggiunge un pizzico di personalità al dialogo, si è più veloci nello scrivere e, soprattutto, è un valido aiuto in amore. È il magico e inaspettato potere delle emoji: secondo una ricerca pubblicata su Plos One, chi le usa di più ha più successo nella vita sentimentale e sessuale.

Lo sostengono due studi separati condotti dal Kinsey Institute: il primo ha analizzato i risultati di un sondaggio condotto tra 5.327 americani single, in un’età compresa tra i 18 e i 94 anni. Ai partecipanti veniva chiesto di dire se usassero spesso le emoji nelle loro comunicazioni online e, se sì, perché. Si domandava anche di dare risposte precise sulla loro vita sessuale. Ebbene, si è scoperto che il 38% non li usa mai, il 29% quasi mai, il 28% sì e in modo regolare. Il 3% quasi sempre e il 2,5% sempre e in abbondanza.

A questi risultati corrispondeva, in modo inverso, la probabilità di avere più partner : chi usava di più le emoji faceva anche più conquiste. Mentre chi se ne asteneva, be’, doveva astenersi anche in altri contesti.

Il secondo studio, condotto solo su 275 adulti, più o meno conferma i risultati del primo, con qualche differenza. Solo il 3% degli intervistati afferma di non usare emoji per il primo appuntamento e, al contrario di quanto emerge dallo studio precedente, non funzionano tanto all’inizio, quanto negli incontri successivi. Il risultato è comunque lo stesso: chi mostra faccine e cuoricini vince.

Il motivo, però, non è chiaro. Forse è una questione di adattamento allo spirito dei tempi: chi lo fa meglio, e prima degli altri, è più bravo a entrare in connessione con le persone. Oppure, in modo più semplice, è soltanto più aperto a esprimere le proprie emozioni. E questo, anche nel rapporto più superficiale possibile, funziona sempre.

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