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2 Settembre Set 2019 0600 02 settembre 2019

Altro che Harry Potter, meglio perdersi ne “La storia infinita” di Ende

Chi non ha mai sognato di affondare nel libro che sta leggendo? La lettura, nel libro di Ende, è un atto eversivo, contro l’ordinario della scuola, contro la crudeltà dell’uomo. , La Storia Infinita ha una scrittura e una struttura, cosa che manca nel ciclo di Harry Potter.

La Storia Infinita_Linkiesta
Fotogramma

Dire Atreiu vs. Harry Potter di per sé è un anacronismo. La saga di Harry Potter è vecchia di vent’anni, magari la leggessero i nostri figli. Piuttosto, resta un fatto: La Storia Infinita è un libro pieno di meraviglie, l’inno alla potenza della lettura – ieri, come oggi, non si legge, perché leggere è pericoloso, forma individui autonomi, instrada all’anarchia, all’autarchia dei solitari – contro il ghigno della cronaca. Soprattutto, la Storia Infinita ha una scrittura e una struttura – cosa che manca nel ciclo di Harry Potter.

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Al ‘maghetto’ preferisco Atreiu: la posta in palio è più alta, la visione poliedrica, il rischio concreto.

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Due anniversari ci cullano e forniscono il pretesto: Michael Ende, quest’anno, compirebbe 90 anni. Figlio del pittore tedesco Edgar, ha vissuto, dai Settanta, a Genzano di Roma, dove scrive Momo. La Storia Infinita è pubblico il primo settembre del 1979. In Italia esce nel 1981, nella traduzione di Amina Pandolfi – traduttrice coi fiocchi, di Ingeborg Bachmann, Hermann Hesse, Elias Canetti, Goethe, tra gli altri – con gli straordinari capilettera di Antonio Basoli. Come scrive Ende, “Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno provato nulla di simile non le possono comprendere”. Ecco. Sognavo di cavalcare al fianco di Atreiu, alla caccia del Bufalo di Porpora.

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Non c’è mai un vieto eroismo: l’eroe è Atreiu e chi legge le avventure di Atreiu nel covo ricavato dal tempo e tu che leggi di lui che legge… L’eroe, nella lettura, è il lettore. Solo leggendo, il verbo che esplode in immagini, siamo intoccabili, irraggiungibili.

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Il romanzo è pieno di nomi. Il primo è alterato. La vetrina della libreria antiquaria di Karl Konrad Koreander – in italiano: Carlo Corrado Coriandoli – dove Bastian Balthasar Bux (Bastiano Baldassarre Bucci) trova – e ruba: dacché ogni tesoro non va chiesto ma rubato, alla chiamata si risponde col furto di una promessa – il libro fatale, La Storia Infinita. L’incipit è la vetrina a contrario, perché il lettore è invitato a spingere la porta della libreria antiquaria, ma anche perché il mondo va a contrario. I nomi sono alfabetici (Atreiu, Carlo, Bastiano…), il rischio è rivelarne l’essenza d’oro, l’assurdo di vento.

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