pasto mobile
3 Settembre Set 2019 1420 03 settembre 2019

In ufficio o in viaggio, la “schiscetta” ormai si compra al supermercato

Quello del cosiddetto “food to go”, ovvero il pasto pronto per essere mangiato, è in crescita: +12,3% nel 2018. Posta la comodità e la velocità di consumo, però, bisogna mettere in conto la perdita di molte proprietà nutrizionali

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Photo by Sander Dalhuisen on Unsplash

Il pasto fuori casa? Si compra sempre più spesso al supermercato, dove l’offerta è in continua crescita e segmentazione e riesce così a soddisfare ogni esigenza: dal consumatore vegano a quello intollerante al lattosio, dal salutista alla ricerca di un pasto light all’appassionato di sapori etnici (come sushi e falafel), magari anche certificati halal.

A fotografare realtà, andamento ed evoluzione del “food to go” nella GDO è l’ultima edizione dell'Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, che ha dedicato un approfondimento al boom dei prodotti alimentari confezionati ready-to-eat acquistati in supermercati e ipermercati di tutta Italia: nel 2018 le vendite sono aumentate del +12,3% rispetto all’anno precedente, arrivando a superare 1,3 miliardi di euro.

Un risultato che si deve all’impegno dei produttori alimentari e delle catene distributive nel modulare l’offerta in modo da cogliere molte e diverse occasioni d’uso. Infatti, i prodotti food to go non sono destinati solo al consumo fuori casa, ma risolvono anche il problema di pranzi e cene domestiche pronti in tempi record. E sempre più spesso, soprattutto nelle aree urbane, rappresentano una “soluzione pasto” comoda, sfiziosa e conveniente in tante situazioni, dalla pausa pranzo lavorativa al consumo in viaggio.

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