linguismi
4 Settembre Set 2019 0600 04 settembre 2019

Come inventare una lingua nuova, con suoni che nessuno ha mai utilizzato prima

L’apparato vocale umano è limitato, ma i suoni utilizzati nelle lingue del mondo lo sono ancora di più. Alcuni, in teoria possibili mai mai riscontrati, potrebbero essere scelti per un nuovo codice. Perché non farlo?

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da Pxhere

Una delle imprese più misconosciute (ma anche più interessanti) compiuta dall’essere umano è stata quella di mappare tutti i suoni presenti nelle lingue del mondo. Una operazione occidentale, certo: e lo si capisce dalla mentalità sistematica, dallo schema del catalogo, dall’idea di tabella che tutto contiene. E poi, come è ovvio, dal fatto che ogni suono è rappresentato con lettere dell’alfabeto latino, modificate all’occorrenza.

Eppure, come si racconta in questo non brevissimo video (ma comunque interessante: inizia con una panoramica sul tema, mai abbastanza approfondito, della distanza tra spelling e scrittura nella lingua inglese), esistono in questa tabella, in particolare nella sezione “consonanti” degli spazi vuoti.

Sono quelli che gli esseri umani potrebbero fare, ma non fanno. E poi ci sono quelli che, secondo i glottologi, sono solo impossibili. La bocca è un meccanismo limitato, e ammette soltanto alcune combinazioni tra movimenti della lingua, delle labbra e del palato. Eppure la sfida è aperta: forse, con esercizio e allenamento, qualche suono è raggiungibile (e il protagonista ci prova, ma senza successo).

E ancora più aperta, del resto, è la sfida a riprodurre i suoni possibili – cioè che sarebbero realizzabili dall’apparato vocale umano – ma non utilizzati dalle lingue finora conosciute. Niente esclude che venissero utilizzati in passato (chi può saperlo?). Partendo da queste sonorità si potrebbe addirittura inventare una nuova lingua, o un nuovo codice. Che, come si può immaginare, non capirebbe nessuno.

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