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11 Settembre Set 2019 0605 11 settembre 2019

Creare protesi riciclando bottiglie di plastica? Si può. Lo hanno fatto due designer svizzeri

Un’idea che nasce dall’idea di ridurre la spazzatura dispersa in Kenya e cresce aiutando anche le persone (e sono tante) che hanno perso gli arti in incidenti o in azioni di guerra

amputation

Si comincia cercando di pulire l’ambiente, si finisce aiutando (davvero) le persone. È, in poche parole, la storia di Fabian Engel e Simon Oschwald, due designer svizzeri. Erano partiti per il Kenya con l’obiettivo di trovare una soluzione alle distese di rifiuti, sempre più alte e diffuse, che si incontrano nella zona. E hanno invece scoperto un modo per creare protesi partendo dai rifiuti di plastica. È un modo per venire in soccorso a una delle tante piaghe dell’Africa: le amputazioni dovute a scontri di guerra o a incidenti automobilistici (purtroppo molto frequenti).

Il costo di un arto artificiale è proibitivo. Chi non può permettersi l’acquisto (e in Africa sono tanti, anche se nel mondo si tratta di 30/40 milioni di persone, almeno secondo le stime dell’Oms) si trova costretto a una mobilità limitata. Trovare lavoro, in quelle condizioni, diventa quasi impossibile. Molto difficile, sottolineano i due designer, è anche svolgere attività normali, se si considera che, molto spesso, non dispongono neppure di servizi igienici.

È qui che, allora, intervengono Engel e Oschwald. I loro arti artificiali costano pochissimo, sono fatti impiegando persone del posto e, soprattutto, vengono prodotti con i rifiuti che continuano ad aumentare nelle discariche a cielo aperto.

L’idea è stata geniale, la sua realizzazione ha richiesto però molta fatica. Come raccontano in questo video, ci sono state varie difficoltà, tanto che più volte il team di designer è stato tentato di mettere da parte il progetto. “È stata una crisi: non riuscivamo a trovare un modo per produrre una giuntura che funzionasse come una caviglia e che costasse poco”. Ma non hanno mai smesso.

Ora, in più, accreditano come collaboratori tutti coloro che utilizzano i loro prodotti: i loro consigli, che sono anche quelli più interessati e importanti, si sono rivelati fondamentali.

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