A sinistra
19 Settembre Set 2019 0601 19 settembre 2019

D’Alema e Bersani, i “fantasmi carnivori” che si aggirano intorno al Pd

Ora i riformisti si sono messi a sbandierare lo spauracchio del ritorno all’interno del Pd di figure come D’Alema e Bersani, che farebbero ripiombare la sinistra nei vecchi Ds, o persino nel Pci. Che sia vero o no, poco importa: narrazione politica e realtà non sono mai state più distanti

D'alema Bersani_Linkiesta
ANDREAS SOLARO / AFP e ALBERTO PIZZOLI / AFP

Parafrasando un vecchio filosofo con la barba, non è peregrino affermare che molti spettri si stiano aggirando, crudeli, intorno alla casa sbilenca del Partito Democratico, fantasmi senza scrupoli, ingordi e vendicativi, intenzionati, sempre secondo l’allarme dei “riformisti”, a vendicarsi del giusto esilio imposto infine loro.

Chi stia seguendo le vicende interne alla traballante formazione di Zingaretti, soprattutto dopo l’improvvisa fuoriuscita di Matteo Renzi, si sarà infatti accorto che da parte dei cosiddetti responsabili, sempre fantasmaticamente, come sicura spietata minaccia, viene brandito il possibile ritorno degli anziani post-comunisti lì al “Nazareno”. Ossia gli ectoplasmi carnivori di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani, implicitamente descritti, se ci è permessa una lettura metonimicamente spettrale, come sorta di iene di rincorsa, pronte ad entrare proditoriamente nel palio del Pd per definitivamente spartirsi le spoglie di quest’ultimo. “Vuoi vedere che adesso ricompariranno sia D’Alema sia Bersani?”, pronunciano alcuni, e nel dichiarare in questo modo, sia detto per coloro che hanno un minimo di preparazione iconico-allegorica, sembra di ritrovarli raffigurati tra “Il cavaliere, la morte e il diavolo” di Dürer e le “calaveras” del messicano José Guadalupe Posada, scheletri a cavallo d’altri scheletri, pronti a manifestarsi in tutta la loro malefica ambizione, di più, essenza.

Va da sé che un simile discorso prescinde da ogni attendibile rappresentazione politica, dal reale stato delle cose, cancellando perfino le naturali potenzialità dei diretti evocati, sposando piuttosto il proposito renziano di voler fare terra bruciata d’ogni presidio di sinistra, perfino caricaturando l’avversario interno, mostrificandolo in una rappresentazione, appunto, prossima al deforme, museo gli orrori. Così ammesso che D’Alema, Bersani, Speranza, e dalla stessa Leu tutta, vogliano ritenersi tali, tra Nosferatu e Dottor Caligari, cioè mostri di una pervicace malvagia volontà tutta “comunista”: non cedere le armi di fronte al “nuovo”, al “vivo”, alla necessità di una forza realmente, sanamente “riformista”, a Renzi e alla Boschi.

Esattamente così, Renzi o non Renzi, con l’inerme Zingaretti costretto strategicamente a rinculare verso una dialettica che riporti il suo partito nel loculo dei trapassati Ds

Esattamente così, Renzi o non Renzi, con l’inerme Zingaretti costretto strategicamente a rinculare verso una dialettica che riporti il suo partito nel loculo dei trapassati Ds, per non dire Pds, o addirittura Pci travisato da forza socialdemocratica nonostante i tempi di vacche magre per l’intera opzione socialista: vedi Francia, Spagna, e non soltanto lì.

Nessuno di noi conosce esattamente le intenzioni delle ipotetiche spettrali iene di rincorsa, e addirittura poco importa, metti, che Bersani abbia smentito l’intenzione di tornare a gareggiare nell’ideale palio del Nazareno con parole nette: “Ma voi ancora credete alle cose che dice Renzi? Questa cosa la dice da tempo, ma non è affatto vera...”.

Eppure, allo stesso modo di altre narrazioni da brivido, come quella di Bibbiano da parte della propaganda leghista operata altrove, è palese che da parte dei succitati “riformisti” vengano agitati gli spettri di D’Alema e “compagni”, pronti a far ritorno, perfino come nella famosa leggenda metropolitana dell’incantevole fanciulla incontrata in un giorno di pioggia lungo la tangenziale di Roma, la stessa cui si dà un passaggio, salvo, sperando di ritrovarla, scoprire che è deceduta da decenni, per poi, nottetempo, ripresentarsi in forma di vampira assassina.

Tra Salvini e Renzi, se l’intera discussione dovesse assumere un andazzo teratologico, con i tempi di analfabetismo e caccia alle streghe che corrono, il mostruoso risulterà davvero un'arma imbattibile

Mai come oggi, le narrazioni politiche sembrano sfuggire alla concretezza delle cose, sempre più assomigliando a una sorta di “Misery non deve morire”, nel nostro caso con il pensionato D’Alema da immaginare con la vestaglia di Kathy Bates, protagonista di quel noir claustrofobico, con i brividi utili alla propaganda demolitoria individuale, e tu, ingenuo, sostenevi che sarebbe bastato l’approdo al maggioritario per cancellare ogni sospetto, ogni fantasma, ogni paura indotta.

Il palio del Nazareno sembra stia per iniziare, e poco importa se davvero, subito dietro ai canapi, le crudeli iene di rincorsa montate da D’Alema e dai suoi compagni di sempre, stiano per rompere gli indugi. Così in nome di una malvagità tutta “comunista” mai sopita, l'ectoplasma di Palmiro Togliatti lassù in alto a far da suggeritore, proprio lui, già definito dal filosofo György Lukács, “il più grande tattico della Terza Internazionale”, a indicare in che modo riportare indietro le lancette e perfino le “poltrone” della Storia.

Sul serio, tra Salvini e Renzi, se l’intera discussione dovesse assumere un andazzo teratologico, con i tempi di analfabetismo e caccia alle streghe che corrono, il mostruoso risulterà davvero un'arma imbattibile.

P.S. Lo sfoggio di citazioni ha qui lo scopo di volare un po’ più in alto del piccino frasario essenziale cui è ridotta la discussione politica, spero vivamente lo si comprenda, e ora è davvero tutto.

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