24 Settembre Set 2019 0600 24 settembre 2019

La lotta all'evasione fiscale? Non funziona e non ha mai funzionato. Bisogna tagliare le tasse e ridurre la spesa

Per Carlo Lottieri dell'Istituto Bruno Leoni è prioritaria una spending review statale prima di aggiungere nuove tasse. La lotta agli evasori si può fare già con i mezzi esistenti

Money_Linkiesta
Vincenzo PINTO / AFP

Classici che ritornano: la lotta all’evasione fiscale è uno di questi. Da Mario Monti al Conte 2, tutti i governi hanno promesso di stanare i grandi evasori, usando i sistemi più diversi. Redditometro, limitazioni al contante, indagini finanziarie, studi di settore sono solo alcuni dei mezzi messi in campo dagli ultimi esecutivi, che spesso cambiano vertiginosamente nel giro di 6 mesi. Secondo i dati, il tempo per agire è sempre meno. Oggi l’evasione in Italia è quantificata tra i 109 e i 130 miliardi di euro. Cifra spaventosa: si pensi che basterebbe un quinto per risolvere il problema delle clausole di salvaguardia dell’Iva. Intanto il debito pubblico continua a crescere, ormai ha sfondato i 2 miliardi e 400 milioni, mentre il divario tra pensioni elargite e contributi versati si allarga ogni anno di più. In un simile contesto, la lotta all’evasione necessita di un piano più articolato. Non può bastare l’inasprimento delle pene detentive: serve qualcosa di più, prima che sia troppo tardi.

Ormai ci sono forme sempre più creative di aumentare le imposte, ma questo è solo l'ultimo tentativo di mettere le mani nelle tasche degli Italiani

«Ormai ci sono forme sempre più creative di aumentare le imposte, ma questo è solo l'ultimo tentativo di mettere le mani nelle tasche degli Italiani» dichiara il professore Carlo Lottieri dell’Istituto Bruno Leoni. La citazione di Giulio Tremonti rende appieno l’idea sul dibattito attuale sulle nuove tasse su merendine e bibite gassate. Il problema è un altro: «il settore pubblico tende a derubare il privato: solo in Italia la maggior parte delle risorse è gestita dalla politica. Prima ancora che economico, il problema dell’evasione è morale». Secondo il professore i conti pubblici sono gestiti male, visto che «l’unica preoccupazione della classe politica è aumentare le risorse a loro disposizione per avere più consenso tramite elargizioni». L’enorme spesa pubblica è un problema, ma non si possono tralasciare i dati. Nel 2017 il Sole 24 Ore ha stimato un’evasione dell’Iva in Italia superiore ai 33 miliardi e un tax gap, differenza tra quanto si incassa e quanto si incasserebbe in caso di perfetto adempimento, oltre il 23%, dietro solo a Romania, Grecia e Lituania. «È inutile nasconderlo, il problema chiaramente esiste. Ma è dovuto essenzialmente alla fiscalità troppo alta Sono leggi ingiuste. In un simile contesto è quasi naturale evadere. Senza il nero molte aziende, soprattutto al Sud, semplicemente non esisterebbero e questo significherebbe la morte del tessuto economico del territorio».

Serve assolutamente ridurre la fiscalità e tagliare la spesa pubblica

Come risolvere dunque? «Serve assolutamente ridurre la fiscalità e tagliare la spesa pubblica. Il primo passo non può che essere questo». E poi? «È necessario riprendere quanto affermato da Carlo Cottarelli e mai completamente attuato dall’amministrazione centrale: dismettere e liberalizzare le aziende pubbliche e le partecipate. Prima ancora di pensare a nuove tasse per i cittadini, serve che lo Stato torni a occuparsi dei suoi conti e tagli le sue spese». Per una seria lotta all’evasione fiscale «è inevitabile che lo Stato adotti una politica in materia di tasse uniforme, che vada oltre le mere logiche del consenso elettorale. Le limitazioni all’uso del contante sono giuste anche se così lo Stato entra troppo nella vita dei cittadini. I sistemi di controllo dei contribuenti comunque sono già molto buoni: la tecnologia ha reso più semplice fare un incrocio dei dati. Si può però fare ancora di più, i sistemi fiscali sono ancoratutti molto nazionali. Oggi però l'economia è globale». I mezzi per la lotta all’evasione ci sono già tutti, inutile inventare nuovi soluzioni «come la lotteria in Portogallo. Non serve inventarsi nulla, gli strumenti sono già tutti a disposizione». Basta solo usarli.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook