30 Settembre Set 2019 0600 30 settembre 2019

Quentin Tarantino non copia, ruba. Piccola guida per capire i suoi film

Quelli che i critici considerano omaggi, in realtà, sono solo i furti più vistosi commessi dal regista americano. Ogni particolare delle sue opere è fatto di collage da film di epoche e stili disparati

tarantino

“Gli artisti bravi copiano, quelli grandi rubano”, come diceva Pablo Picasso. E soprattutto, come aggiunge il regista americano Quentin Tarantino, “non fanno omaggi”. Una risposta alla mania, propria dei critici cinematografici, di individuare nei suoi film tutte le citazioni e le copiature e definirle, appunto, “omaggi”. L’approccio di Tarantino è più selvatico: “Io rubo qualcosa da tutti i filmche sono stati fatti”, dice esagerando. Ma qualcosa di vero c’è, come dimostra questo istruttivo video che mette in fila tutte le scene “rubate” dal regista di Knoxville e, in più, si lancia in una spiegazione generale del suo stile.

Tarantino, si spiega, non ha studiato per diventare regista. Ha preso lezioni di recitazione fin da giovane e, nel frattempo, è entrato (vista la sua cinefilia) a lavorare al videonoleggio di Manhattan Beach Video Archives. In sostanza, non ha imparato a fare film con lezioni e consigli, ma riproducendo tutti i film che aveva visto. Questo spiegherebbe l’ampiezza del suo bagaglio di citazioni e la variegata provenienza delle sue fonti: il ballo di John Travolta e Uma Thurman di Pulp Fiction, per esempio, richiama un passaggio di Bande è parte (o Separato Magnetico) film di Jean-Luc Godard del 1964 e la coreografia è ispirata a Otto e mezzo, con i movimenti d Travolta ripresi da Batman del 1966 e quelli di Uma Thurman tratti dagli Aristogatti (1970).

Per non parlare di quelli che, per molti, sono veri e propri plagi: il finale di Le Iene è, scena per scena, ripreso da City on Fire di Ringo Lam, film del 1987 che Tarantino vuole riprodurre, nello stile e nello spirito in una forma americana. O la trovata della valigetta misteriosa, sempre in Pulp Fiction, è trascinata di peso da Un bacio e una pistola, film cul del genere hard-boiled del 1955.

Ma appunto, Tarantino non copia né fa omaggi: lui ruba. La sua abilità nel combinare pastiche, raccogliendo materiali da film di generi ed epoche diverse, gli permette di creare film che sembrano e, anzi, sono, nuovi. A pensarci bene, per ogni film realizzato c’è un genere o un movimento cinematografico diverso: Le Iene combina stilemi dei film polizieschi di Hong Kong, Pulp Fiction è fatto con ingredienti tratti dalla New Wave francese, Jackie Brown dai film della blacxpoition degli anni ’70, Kill Bill è la ripresa dei classici del kung fu cinese e dei film di samurai giapponesi, e così via.

La sua arte, senza dubbio postmoderna, è di creare ricreando. O di inventare copiando.E in ultima analisi, di restituire rubando.

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