Proteste
1 Ottobre Ott 2019 1300 01 ottobre 2019

I missili di Xi Jinping non fermano gli attivisti di Hong Kong. La polizia spara al torace a un manifestante

Mentre a Pechino 15 mila soldati sfilano e mostrano al mondo la potenza militare cinese, nella città ribelle continuano le manifestazioni. Migliaia di cittadini in piazza contro il regime

Hong Kong_ Linkiesta
ISAAC LAWRENCE / AFP

Missili contro ombrelli. La tensione tra Cina e Hong Kong è tornata nuovamente ai livelli di guardia. Nel giorno che celebra i 70 anni della Repubblica Popolare, migliaia di manifestati vestiti di nero hanno sfilato nella città per protestare contro il regime, venendo a contatto con la polizia. Alle barricate e al lancio di molotov dei manifestanti i poliziotti avrebbero risposto lanciando lacrimogeni e due colpi di avvertimento, dopo una carica a un furgone della polizia. La successiva sparatoria avrebbe ferito un attivista al torace. La notizia è stata riportata dai portavoce dei manifestanti e segna una prima escalation nelle proteste pro-democrazia di Hong Kong contro Pechino, iniziate circa 4 mesi fa.

«Questa non è la hong Kong che conosciamo. Per favore ditelo al mondo!»

Mentre a Pechino Xi Jimping avviava le celebrazioni per i 70 anni della Repubblica Popolare, a Hong Kong gli scontri si estendevano su 9 distretti del territorio. Tra i cortei pacifici ci sono stati anche duri scontri tra gli attivisti, che hanno lanciato molotov e bruciato manifesti del presidente cinese, e la polizia. «Vorrei piangere. Vengo qui e sento di essere arrivata in una zona di guerra», ha dichiarato Wincey Wu, un contabile di 53 anni. «Ora abbiamo paura. Tutti hanno paura di essere arrestati solo per aver esercitato il nostro diritto di riunione e di libertà di parola» ha sostenuto Ricky Wong, dirigente di 49 anni. Il cittadino di Hong Kong ha infine concluso: «Questa non è la Hong Kong che conosciamo. Per favore ditelo al mondo!». Mentre i manifestanti cospargevano soldi falsi, un’usanza funeraria tipicamente cinese, per festeggiare l'anniversario della vittoria di Mao Zedong sui nazionalisti, la governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha guidato una delegazione di 240 personalità della città in visita nella capitale cinese per le celebrazioni. «La governatrice ha pensato alla sua gente che sta respirando gas lacrimogeni?» si sono chiesti i manifestanti

La parata militare più grande della storia cinese ha mostrato una volta di più i muscoli dell’apparato comunista al mondo intero. Hong Kong è avvertita.

Mentre a Hong Kong infuriano le proteste, 70 cannoni e 15 mila soldati hanno sfilato a Pechino per celebrare l'anniversario del regime. In Piazza Tienammen Xi Jimping ha voluto mostrare le ultime armi cinesi, come i missili balistici intercontinentali Df-41, in grado di trasportare fino a dieci testate nucleari e colpire ovunque negli Stati Uniti. «Nessuna forza può neanche scuotere lo stato della Cina o fermare il popolo e la nazione cinesi dal marciare in avanti», ha dichiarato il leader cinese. Nel suo discorso non è mancato un breve riferimento a Hong Kong e alle altre città indipendenti, come Macao e Taiwan: «Dobbiamo rimanere impegnati nella strategia di riunificazione pacifica, attuando il principio di un Paese, due sistemi». La parata militare più grande della storia cinese ha mostrato una volta di più i muscoli dell’apparato comunista al mondo intero. Hong Kong è avvertita.

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