4 Ottobre Ott 2019 1944 04 ottobre 2019

L’Italia ha presentato un’obbligazione da 3 miliardi di dollari

È stato depositato presso la Sec, l’ente federale di vigilanza della Borsa americana. Il documento si trova sul sito della commissione, ed è stato confermato dal Tesoro e dalla Reuters

Sec_Linkiesta

Il governo italiano sarebbe pronto a emettere il primo titolo di Stato in valuta Usa dal 2010. La prova sarebbe l'aver depositato presso la Sec, l'ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori americana, un documento che consente l'emissione di un titolo denominato in dollari USA fino a 3 miliardi di dollari. La notizia finora ripresa solo da Reuters, è stata diffusa dal servizio di Refinitiv, Ifr, fornitore globale di dati e infrastrutture sui mercati finanziari.

Nel sito della Sec appare la richiesta fatta il 4 ottobre alle ore alle ore 12.52.39 secondi dal governo italiano. Tra i sette documenti depositati c'è il testo della richiesta presentata dall'ambasciatore italiano negli Stati Uniti d'America Armando Varricchio, fatta al costo di $389,400 dollari. Nel documento che fornisce un prospetto di informazioni di base sulle condizioni economiche dell'Italia si richiede che le copie degli avvisi e delle comunicazioni della Commissione per i titoli e gli scambi siano inviate a Lorenzo Corte, esperto di fusioni e acquisizioni transnazionali tra cui transazioni di private equity e joint venture. Tra i firmatari c'è anche Davide Iacovoni, dirigente della direzione II del ministero del Tesoro e Stefano Cappiello, direttore generale directorate Legal Affairs – Banking & Financial Services del Ministero dell'Economia.

Fonti del Tesoro confermano a Linkiesta che l'Italia ha appena depositato presso la SEC la Dichiarazione di registrazione perché la SEC chiede a ciascun potenziale emittente, insieme di depositare un determinato importo di commissioni per il collocamento dell'obbligazione tra gli investitori statunitensi. Le commissioni depositate dall'Italia consentono un volume massimo di collocamento tra gli investitori statunitensi di 3 miliardi, ma non è detto che sia questa la cifra.

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