Eccellenze
5 Ottobre Ott 2019 0600 05 ottobre 2019

Cinque delle migliori pizzerie napoletane, secondo il Gambero Rosso

La guida riconosce 50 pizzerie italiane tra le migliori al mondo. La Campania ha 19 locali premiati tra ristoranti esordienti e noti

Pizzanapoli_Linkiesta

Presentata a settembre, la settima edizione della guida Pizzerie d’Italia 2020 di Gambero Rosso raccoglie oltre 650 esercizi, un’appendice con più di 50 indirizzi delle migliori pizzerie italiane nel mondo, 120 novità e 10 nuovi ingressi nella vetta della classifica per raccontare un comparto in continua crescita. La Campania è al vertice con 19 locali premiati. Non è una sorpresa. A maggior ragione se si pensa che l’arte dei pizzaioli napoletani, nel 2018, è stata formalmente riconosciuta dall’Unesco come un bene culturale da preservare e proteggere. Per la prima volta tra i tesori “Patrimonio dell’Umanità” rientra un mestiere legato a una delle più importanti produzioni alimentari. La pizza, insomma, come una delle più alte espressioni culturali del nostro Paese. Inevitabile parlarne. Questa volta ci concentriamo sulla capitale della pizza, Napoli. In passato su Linkiesta abbiamo già citato due tra le pizzerie più note d’Italia (Pepe in Grani a Caiazzo, in provincia di Caserta, e Sorbillo, nella sua “filiale” milanese battezzata Lievito Madre) nonché la pizzeria dei fratelli Salvo tra i ristoranti esordienti. Qui allarghiamo la lista ad altre cinque pregiate insegne napoletane che gli amanti della specialità non possono assolutamente perdere.

La Notizia di Enzo Coccia

Cresciuto a fianco del padre nella pizzeria di famiglia, Enzo Coccia è oggi un maestro della pizza. Basta far parlare il suo menu per capire l’importanza degli ingredienti locali e il tipo di proposta: c’è la pizza con mozzarella di bufala, pomodorini del Piennolo, pecorino e basilico, olio evo la Torretta; la pizza alla vecchia maniera procidana; quella con scamorza affumicata, pomodorini ciliegini arrostiti, prezzemolo, basilico, origano, aglio, olio evo Le Tore; la pizza con provola di bufala Barlotti, peperoncini verdi, baccalà, pomodori semi secchi De Carlo, olio evo De Carlo; poi la pizza marinara con San Marzano Dop, pomodorini del Piennolo, aglio, origano, alici fresche e basilico, olio evo La Torretta; infine, la pizza margherita dop con San Marzano Dop, mozzarella di bufala Barlotti, basilico, olio evo Le Tore, provolone del Monaco grattugiato.

Il locale è caldo, autentico e accogliente. Lo staff di giovanissimi condivide i modi diretti e senza fronzoli di Enzo, sempre pronti alla battuta, in un moto perpetuo tra forno e bancone, sala e cucina. Nel suo locale Enzo Coccia esprime a pieno la sua identità: solide radici nella tradizione napoletana più popolare e verace ma uno sguardo al futuro grazie alla ricerca e alla sperimentazione.

50 Kalò di Ciro Salvo

La pizza di Ciro Salvo, figlio d’arte, si è aggiudicata anche il prestigioso Piatto della Guida Michelin 2019 per la cucina di qualità e la nomina di Ambasciatore della Pizza napoletana nel mondo per Slow Food. Inaugurata nel 2014 a Piazza Sannazaro, a ridosso di Posillipo e del lungomare, la pizzeria non accetta prenotazioni, in tipico stile napoletano. La scelta è ampia, tra proposte tradizionali e creative. La Marinara “rinforzata” con pomodorini Corbarini di Casa Marrazzo, olive nere caiazzane, capperi di Salina di Salvatore D’Amico, aglio dell’Ufita, origano dei Monti Alburni, acciughe di Sciacca, olio evo di Mandonna dell’Olivo. La famosa Margherita con pomodoro pelato biologico di Casa Marrazzo, fior di latte di Agerola, parmigiano dop 24 mesi, olio evo di Madonna dell’Olivo. La 50 Kalò è una Margherita con scarole cotte a vapore, fior di latte di Agerola, olive nere caiazzane, capperi di Salina, olio evo Algoritmo 2018 Marsicani Dop Cilento. C’è poi la pizza e patate realizzata con una mousse di cotiche, carote, sedano e scorze di parmigiano alla quale si aggiungono dadini di parmigiano 24 mesi, pepe e provola. Il menu propone anche tre pizze fritte: il Ripieno Fritto Classico, la Montanara Rossa e la Montanara Gialla. Infine, oltre alle numerose birre artigianali, 50 Kalò propone una carta dei vini che comprende circa 70 etichette.

Concettina ai Tre Santi di Ciro Oliva

Passeggiare nel Rione Sanità, uno dei quartieri più antichi di Napoli, è un’esperienza unica. Qui si trovano le Catacombe Paleocristiane, il Cimitero delle Fontanelle, gli antichi palazzi nobiliari di stile barocco. Alla Sanità, dove sopravvive la Napoli vera, la più incomprensibile agli occhi dei turisti, c’è anche la pizzeria di Ciro Oliva, classe 1991. Perfettamente inserita nel rione, deriva il suo nome dalla vicina edicola votiva dedicata ai tre santi: Vincenzo Ferrari, patrono della Sanità, Alfonso Maria de’Liguori, protettore delle mura del locale, e Anna la santa a cui era devoto Sant’Alfonso. Ma c’è anche un omaggio alla tradizione familiare: Concettina è la bisnonna che inaugurò la pizzeria nel 1951. A dispetto del nome, la pizzeria ha un look contemporaneo e offre una innovazione a volte spinta. Il menu include le “Annarelle”, moderni sfizi pre-pizza. Le pizze sono una quindicina. C’è la Margherita con pomodoro san marzano dop, fior di latte, basilico e olio evo. Il Ripieno classico con salame napoli, ricotta di fuscella di bufala, pomodoro san marzano dop, pecorino bagnolese stagionato 24 mesi e olio evo. La pizza fritta con la ricciola e quella con “cicoli”, ricotta di fuscella di bufala e pepe. Infine la pizza eponima, Concettina, ricca di condimenti tutti da scoprire. Ricca anche la carta dei vini.

4A Pizzeria di Guglielmo Vuolo

Dopo il successo conquistato a Verona, Guglielmo Vuolo è tornato a Napoli, a Mergellina, oggi sempre più sede di locali di altissima qualità. L’impresa è condotta con la partnership di Stefano Ferrara, storico costruttore di forni napoletano, che ha collocato in questo locale di fronte al mare due bellissimi esemplari color oro. Il progetto è concepito come un equilibrio tra ricercatezza e semplicità. Tra le pizze: la marinara classica, la margherita con il fiordilatte, la pizza con le alici, la pizza frutta. Nel mix della casa si trovano farciture nuove e idee creative come l’impasto all’acqua di mare, ma anche i classici del maestro, come l’“Assoluto di Marinara”: una marinara classica, ma aggiornata e modernizzata con l'utilizzo di quattro pomodori diversi. In pratica rappresenta la sintesi perfetta della “Carta dei pomodori", l’esclusiva chicca offerta da questo locale. Nella Carta dei pomodori di Vuolo c'è, infatti, la possibilità di scegliere tra San Marzano, pomodorino di Corbara, pomodorino tigrato, piennolo del Vesuvio, pomodorino giallo, pomodoro "cagato" di Procida e pomodoro di Sorrento. Da segnalare, infine, l’offerta di birre artigianali e la carta dei vini centrata sui produttori della provincia. "Quando siedi alla mia tavola affidati. E, se puoi, rilassati": ecco una delle invitanti frasi che accolgono i clienti dai cartelli appesi alle pareti della pizzeria.

Da Attilio alla Pignasecca di Attilio Bachetti

Fondata nel lontano 1938 dal nonno Attilio, l’insegna sorge nel mercato popolare di Pignasecca, uno dei luoghi più caratteristici di Napoli. Attilio, il nipote che oggi gestisce questo gioiello della famiglia Bachetti, è un appassionato di oli, formaggi e vino. Grazie al corso da sommelier ha imparato cosa vuol dire abbinare i cibi, riconoscendone gusti, sapidità e acidità per fonderli insieme in nuove ricette.

Le pizze sono saporite e gli accostamenti esaltano il palato. Alcuni esempi? La pizza con provola affumicata, alici, rondelle di limone, parmigiano reggiano dop 24 mesi, pecorino romano dop e origano. Il crocchettone, specialità della casa, è farcito con friarielli, provola e salsiccia. Il “Sole nel piatto” è la pizza a forma di stella con ricotta fresca di Vico Equense in ogni punta e, al centro, fior di latte, funghi porcini beneventani, pomodorini del Piennolo e un mix di formaggi dop. C’è poi la pizza con il Conciato Romano in grosse scaglie, zucca fresca campana e provola affumicata di Vico Equense con una manciata di noci di Sorrento tostate e tanto basilico. La pizza con crema di pera e cipolle stufate, ricotta, fiordilatte e Conciato Romano ricoperte di menta. Infine, la pizza Carnevale, marchio di fabbrica della casa, con otto punte ripiene di ricotta su una base con mozzarella e salsiccia.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook