Il bilancio e l'algoritmo
8 Ottobre Ott 2019 0600 08 ottobre 2019

Il mirabolante dream team economico di Di Maio che dovrebbe far paura a Gualtieri

Chi sono gli esperti tecnici e politici che hanno suggerito al Ministro di annunciare un software antievasione. Non è una grande squadra, ma c’è il sospetto che sia solo un’operazione di immagine per dimostrare che il capo politico dei Cinque stelle ha voce in capitolo sulla manovra

Di Maio Linkiesta
(Tiziana FABI / AFP)

Né tra i Cinque Stelle divisi tra le correnti, tantomeno tra i nuovi alleati di governo del Pd. Quasi nessuno sa cosa sia davvero il mirabolante “team economico” di Luigi Di Maio di cui tanto si parla. E soprattutto da chi sia composto. Venduto come “dream team” specializzato nei temi economici, che ora sembra decisivo nella nuova vita politica del ministro degli Esteri grillino, rinchiuso sì nell’“esilio dorato” della Farnesina, ma sempre pronto a invasioni di campo contro il collega democratico del Mef Roberto Gualtieri. Alla Farnesina, Di Maio ha incontrato il “team economico” M5s sia prima dell’Ecofin e dell’Eurogruppo di metà settembre, sia per elaborare quello che ha annunciato come il nuovo “software anti-evasione” ideato con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato «tra i 4 e i 5 miliardi». Ma la composizione del team non sembra proprio da sogno. Tutt’altro.

Anzitutto, da quello che si può capire, il team è a composizione mista e non definita, tra i tecnici degli uffici legislativi e i consulenti grillini, guidati dai due nomi politici di punta dell’economia pentastellata. In primis la viceministra all’Economia Laura Castelli. Dimaiana di ferro, fresca di riconferma, il suo nome continua a essere il in cima alla lista pentastellata nella gestione dei temi economici, nonostante le ripetute gaffe in fatto di cifre e teorie economiche, e nonostante nel Movimento si fosse chiesto un cambio di passo, con Stefano Buffagni pronto a prendere il posto della collega grillina. Accanto a lei, l’altro nome politico del team è quello del neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, ex ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. Sono loro due, fedelissimi di Di Maio, i pilastri politici del “team economico” M5s che dovrebbe spaventare Gualtieri.

Laura Castelli e Riccardo Fraccaro sono i pistari politici del team economico M5s che dovrebbe spaventare Gualtieri

Per il resto, poi, la lista dei partecipanti non è ben definita. A seconda delle esigenze, spiegano dalla Farnesina, vengono convocati gli altri tra i nomi politici grillini esperti di questioni economiche. Da Stefano Buffagni a Giorgio Sorial, da Carla Ruocco a Mario Turco. Chiamati di tanto in tanto per riferire al capo politico grillino, ma non come parte del team, assicurano i collaboratori. Soprattutto in un momento come questo, in cui bruciano ancora nel Movimento le delusioni tra i promossi e non alle cariche di viceministri e sottosegretari del nuovo governo.

E anche tra i tecnici, molti dei quali sconosciuti ai più, non c’è una squadra fissa. I nomi sono riservati, dicono dai Cinque Stelle. Ma di certo alle riunioni un partecipante fisso è il fedelissimo Massimiliano (Max) Gambardella, campano come Di Maio, ex ricercatore in Economia, sconfitto alle elezioni del 2013, diventato prima consulente in commissione Bilancio a Montecitorio (scatenando le ire degli altri che si erano candidati) e poi passato al Mef con Laura Castelli. Gambardella, dicono tutti, è l’ombra della viceministra grillina. E non a caso il suo è l’unico nome tecnico fisso del “dream team”. Poi, anche qui, a seconda delle esigenze, nelle riunioni “girano” altri nomi come quello di Daniel De Vito o Salvatore Barca, entrambi al Mise, degli uomini della segreteria di Fraccaro, o dei funzionari dell’Inps più vicini a Tridico e colleghi.

Tra i tecnici del team, il nome fisso è quello di Max Gambardella, fedelissimo di Laura Castelli al Mef

Riunioni tecniche all’apparenza “carbonare”, che prima passavano in sordina, ma che ora invece vengono puntualmente comunicate alla stampa e trasformate in fondamentali tavoli decisionali. Con un obiettivo non troppo nascosto: marcare stretto il collega del Tesoro Gualtieri e fargli arrivare il messaggio che «sì sarò pure alla Farnesina, ma ho sempre la barra del comando in mano, soprattutto sulla manovra». Una mossa di immagine, più che sostanziale, che mira a rimettere i Cinque Stelle in una posizione di rilievo nel nuovo governo con il Pd, soprattutto quanto sul tavolo c’è la manovra economica.

È da questo team, del quale al momento non sono in agenda altre riunioni, che sarebbe stata partorita poi anche l’idea del “software antievasione”, in collaborazione con l’Inps di Tridico. Dell’algoritmo stana evasori annunciato da Di Maio in tv, però, ancora non si sa nulla. Né se qualcuno abbia cominciato già a scriverlo, né se esista una bozza da qualche parte. Al momento si è tenuta una prima riunione tra il Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta, i presidenti di Inps, Inail e Agenzia delle entrate, in vista di un progetto di condivisione di dati tramite l’uso della blockchain. Ma all’Inps, però, non sanno altro. Né si sa se, dopo i dubbi sul presunto conflitto di interessi di Mimmo Parisi all’Anpal, sia prevista da subito una gara pubblica per lo sviluppo del software. «Ci stanno lavorando», dicono tutti. Ma non sarà un progetto di veloce realizzazione. E i ritardi nella realizzazione della piattaforma di incrocio dati per trovare un lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza non fa ben sperare.

Intanto, Di Maio si appresta pure a nominare il consigliere economico della Farnesina, dopo aver trasferito in casa le competenze sul made in Italy e il commercio estero. E il nome scelto non potrà che essere vicino ai suoi. Il ministro, dopo aver incontrato Mike Pompeo, ha anche scritto e firmato una lettera pubblica indirizzata alle aziende italiane. «Tra i miei compiti c’è anche quello di tutelare il Paese e il Made in Italy», ha precisato. Gualtieri, anche questa volta, è avvertito.

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