Il nuovo establishment
10 Ottobre Ott 2019 0600 10 ottobre 2019

Jay-Z e Beyoncé sono gli imprenditori più influenti nell’industria dell’intrattenimento

Atleti e musicisti stanno stravolgendo il mondo del business con brand promossi sui propri canali. Un’inchiesta di Vanity Fair America svela le mosse degli imprenditori 4.0

Jay Z_Linkiesta

Nell’era del primato dei mobile, Vanity Fair ha stilato la classifica dei musicisti e degli atleti più influenti nell’industria dell’intrattenimento.

Al primo posto c’è la coppia più celebre d’America: Jay-Z e Beyoncé. Con un patrimonio comune di 1,4 miliardi di dollari i due coniugi, soci in affari, hanno stravolto il concetto di imprenditoria dell’intrattenimento. Il Don King della musica hip-hop e la venere di Houston non solo hanno lucrato sulla propria crisi matrimonale, ma sono stati i primi a scorgere nella musica un trampolino da cui promuovere, agli occhi dei fan, i vari brand del proprio impero, costituito da alcolici esclusivi, abbigliamento alla moda e società di consulenza per start-up. Al secondo posto un’altra principessa single del pop, Ariana Grande, ex di Pete Davidson, celebre per la massima: “lo vedo, mi piace, lo voglio, ce l’ho”. Emporio dei sogni di ogni adolescente, il suo onirico account Instagram ha fatto scuola e suscitato polemiche, anche nel Bel Paese. A chiudere il terzetto troviamo il tre volte campione NBA Lebron James, a suo agio su tutti i parquet: dal Madison Square Garden a quello alla sede degli Universal, per chiudere con quello più impegnativo (e scivoloso) di attivista politico.

Medaglia di legno per la calciatrice americana Megan Rapinoe, conosciuta sul lato orientale dell’Atlantico dopo la sua premiazione come FIFA world’s best player l’anno scorso, pronta a trasformare questo successo sportivo in uno politico

Medaglia di legno per la calciatrice americana Megan Rapinoe, conosciuta sul lato orientale dell’Atlantico dopo la sua premiazione come FIFA world’s best player l’anno scorso, pronta a trasformare questo successo sportivo in uno politico. A benedire la scelta il beneplacito dell’attivista Cecile Richards. Quinto posto che va stretto all’ego di Drake e alle sue 5 miliardi di visualizzazioni streaming collezionate in rete. Una cosa è certa: all’industria tradizionale si affianca quella Made in Drake, con la serie tv Euphoria, una squadra di e-sport , l’OVO Fest e la sua costante e ingombrante presenza agli eventi NBA. L’anno prossimo potremmo – e vorremmo - trovarlo qualche gradino più in alto.

Dopo il clamore suscitato dalla pubblicazione delle telefonate tra lei e Kanye, la regina del Country Taylor Swift è tornata alla ribalta, più forte di prima. Sesto posto per la rappresentante dell’industria musicale tradizionale, il cui lato morigerato e prevedibile si ferma qui. Serena Williams lancia la sua nuova linea di haute couture mentre si prepara a cancellare il record di 24 Grandi Slam, detenuto ancora per poco da Margaret Court. Dopo aver ridefinito i canoni del tennis e quelli della maternità fa una promessa: superare se stessa. Questo settimo posto è il peggior risultato della sua carriera.

A chiudere la top ten troviamo il mai diplomato super agente NBA Rich Paul, l’outsider più amata dai teeneager Billie Eilish e il manager del cantante-icona-prodotto Justin bieber, Scooter Braun.

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