Fuga da Mifsud
14 Ottobre Ott 2019 0601 14 ottobre 2019

La viceministro degli Esteri minaccia querela per un nostro articolo sulla Link, ma noi abbiamo una fonte inconfutabile: lei stessa

Emanuela Del Re, dei Cinque stelle, sostiene di non aver mai fatto parte del corpo docente dell’università al centro del Russiagate, ma in almeno due curriculum, allegati, è stata lei a scrivere di aver insegnato nell’ateneo dei misteri. Ci chiediamo: ma che male c’è?

Emanuela Del Re_Linkiesta
Foto tratta dal profilo Facebook di Emanuela del Re

La vice ministro degli Esteri Emanuela Del Re, dei Cinque stelle, ci ha inviato una mail certificata di formale smentita a un nostro articolo dell’11 ottobre con tutte le carte bollate digitali che si usano in questi casi. La viceministro chiede di rettificare la grave diffamazione che le avremmo recato con l’articolo, secondo lei non firmato, ma in realtà firmatissimo, che sosteneva che lei avesse insegnato presso la famigerata Link University in Roma.

Di fronte a una lettera così perentoria, il riflesso condizionato è stato quello di pensare di aver sbagliato, vatti a fidare di quelle centinaia di articoli giornalistici che negli ultimi due anni hanno collegato la grillina alla Link. Senonché ho girato la mail certificata all’autore dell’inchiesta, Nicola Biondo, uno che di quel Movimento sa tutto avendo collaborato con Casaleggio senior e scritto due formidabili saggi sull’argomento.

In meno di due minuti, Biondo mi ha girato un file pdf e due link, intesi come collegamenti cliccabili a pagine web, non come l’università.

Il file pdf è un curriculum vitae della suddetta viceministro Del Re, scritto o autorizzato da lei medesima e aggiornato all’agosto 2018: sotto l’anno 2015 si legge «Docente di “Decision Making” nel (sic) il Master “Innovation and technology. Innovation and Finance” presso la Link Campus University». Lo si trova su Academia.edu, una piattaforma digitale dove i professori fanno conoscere i propri paper. Del Re si è fatta una pagina, con la possibilità di scaricare il curriculum.

Il primo dei due link, invece, rimanda al sito dell’Università Sapienza di Roma che ospita il curriculum della viceministro Del Re, compilato in modo diverso dal precedente, ma sotto la data 2015 c’è sempre scritto, refuso compreso, che è stata «Docente di “Decision Making” nel il Master “Innovation and technology. Innovation and Finance” presso la Link Campus University». Nello stesso curriculum online sul sito della Sapienza, la viceministro Del Re scrive di aver presentato una relazione, nel 2007, a un convegno internazionale «press oil (sic) Link Campus University di Malta, Roma».

Il secondo link inviato da Biondo rimanda invece alla Link, all’università dove la viceministro ha tenuto un corso, in modo così soddisfacente da citarlo nei curriculum, anche se adesso dice di non averlo mai fatto e anzi minaccia chi semplicemente prende in parola ciò che lei stessa ha scritto e divulgato. Il link alla Link riporta una bella intervista a Enzo Scotti, il gran capo dell’ateneo chiacchierato, che si apre con la descrizione di una Link fucina di membri del governo, tra cui ovviamente anche il viceministro Del Re.

«Si intima la cancellazione di contenuti offensivi e non veritieri», ci scrive l’avvocato della viceministro che proprio come l’assistita si chiama Del Re ma Maddalena e non Emanuela. Bene, ma se «i contenuti non veritieri» non li cancella nemmeno la viceministro Del Re dai suoi curriculum pubblici per quale motivo dovremmo farlo noi?

Io non ho mai partecipato a un corso di Emanuela Del Re alla Link University e quindi non posso dire con certezza se effettivamente la viceministro vi abbia insegnato come ha scritto lei stessa o se nei curriculum abbia millantato come è costume tra gli sciagurati protagonisti di questa stagione di governo. Non so nemmeno se la sua sia stata una presenza-assenza come quella del professor Mifsud che ora tutti dicono che fosse lì per sbaglio, ma con cui tutti si facevano fotografare durante dotti consessi alla Link. Non so nemmeno per quale motivo fino all’agosto del 2018, già viceministro degli Esteri del governo Conte 1, vantasse di aver insegnato alla Link, mentre adesso che occupa lo stesso ruolo nel Conte 2 se ne voglia distanziare anche al costo di fare una figuraccia come questa.

Non lo so e in fondo non mi interessa, ma delle due l’una: o la viceministro degli Esteri Emanuela Del Re ha millantato nei due curriculum che ha fatto circolare oppure non dice la verità nella mail minacciosa che ha inviato a Linkiesta tramite l’omonimo avvocato. Un governo credibile di un paese serio non può essere rappresentato da gente di questo tipo. Ma sappiamo bene che questo non è un governo credibile.

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