E ora il Copasir
14 Ottobre Ott 2019 0601 14 ottobre 2019

Toh, nel giro della Link University c’è anche il maestro e mentore del premier Conte

L’avvocato Guido Alpa presiede una collana ed è membro del comitato editoriale della casa editrice dell’ateneo (che ha pubblicato anche il professor Mifsud). Tutto legittimo, ma il legame intellettuale tra i due governi Conte e il centro studi dove è nato il Russiagate non si può negare

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immagine tratta Università Telematica San Raffaele Roma (video)

Ci sono due tipologie di personaggi pubblici: i primi hanno lo “stile Cuccia”, più sono potenti meno amano apparire. Poi ci sono i “wannabe”, quelli che hanno una tendenza compulsiva ad apparire, i forzati del selfie e delle foto-opportunity: e solitamente questa pulsione è inversamente proporzionale al potere, e al talento.

Non c’è alcun dubbio che Guido Alpa, maestro e mentore del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, vada inserito nella prima categoria. Ma non solo. Perché nella geografia del potere attuale c’è un partito trasversale nel quale in molti tempo fa hanno deciso di salire, quello della Link University. E in questo “partito” Alpa è perfettamente inserito.

Il nome del giurista che in molti definiscono il ghostwriter politico di Conte compare nel cuore della macchina messa in piedi dall’ex ministro democristiano Enzo Scotti. Alpa infatti è un membro del consiglio editoriale di Eurilink, la casa editrice dell’università balzata agli onori della cronaca mondiale per la scomparsa di uno dei suoi soci, Joseph Mifsud, uomo chiave del Russiagate (qui il board della casa editrice).

Che Alpa sia un "fan" della Link è un tassello, finora, rimasto sconosciuto ai più nella ricostruzione dell’attuale sistema di potere che appoggia il Conte-bis

Ed è proprio su questo tema che il premier Conte sarà chiamato a rispondere martedì al Copasir. A partire da una serie di interrogativi: la Link è “l’università delle spie” come ha detto George Papadopoulos, anche lui coinvolto nel Russiagate, finito in carcere per aver mentito al Fbi, ed ex- membro di spicco dell’organizzazione pro-Trump? Oppure è la fucina di una nuova classe dirigente, come si è sempre vantato il dominus della Link, Enzo Scotti? Ma soprattutto, come è stato rivelato da Linkiesta, che cosa contiene il report del nostro controspionaggio sulla Link e la vicenda Mifsud? Queste informazioni sono state girate all’Amministrazione Trump che ha inviato per ben due volte il Ministro della giustizia William Barr a Roma?

Che Alpa sia un "fan" della Link è un tassello, finora rimasto sconosciuto ai più, nella ricostruzione dell’attuale sistema di potere che appoggia il Conte-bis. Sconosciuto anche perché non menzionato nel curriculum del professore genovese, almeno l’ultimo in ordine temporale rintracciabile in rete: una dimenticanza, di sicuro.

Intendiamoci, avere rapporti con la Link è legittimo. Ma la rete di relazioni che si intravedono salire sul palcoscenico della Link aiuta ad inquadrare le strategie politiche, nazionali e non solo. Link appare come il luogo perfetto per un remake de La grande Bellezza ma in chiave politica, una “terrazza” dove si incontrano politici e amministratori pubblici, professori senza alcuna pubblicazione che concionano di cybersecurity insieme ai vertici dei servizi di sicurezza.

Si allarga quindi il numero di persone legate a Conte e ai suoi due governi che hanno rapporti con l’università al centro dello scandalo italiano sul Russiagate.

Alpa però non è un insegnante alla Link, come qualche ex-ministro del Conte 1 o sottosegretario o consigliere: l’uomo che sussurra a Conte è intraneo a quel mondo. È Presidente del comitato scientifico della collana “STUDI E DIALOGHI GIURIDICI — AMBITO PRIVATISTICO” e membro del comitato editoriale della casa editrice che, tra le altre cose, ha pubblicato anche un testo prefato da Mifsud.

Alpa ha anche firmato un volume collettaneo (qui il catalogo completo della Eurilink) uscito nel 2018 sul ventennale della Link.
Il rapporto Conte-Alpa si arricchisce così di una nuova puntata. Ed è un file che ha creato qualche grattacapo all’inquilino di Palazzo Chigi. Nel 2018, Conte è stato accusato di essere stato “aiutato” dal mentore nell’esame per ottenere la cattedra universitaria: il Pd allora gridò allo scandalo e si rifugiò su Twitter con l’hastag #concorsopoli, la Lega fece spallucce. Oggi invece è proprio Matteo Salvini ad andare a caccia dei particolari di quella vecchia storia: in un’interrogazione parlamentare depositata pochi giorni fa, i leghisti fanno espresso riferimento ai rapporti tra “l’allievo” Conte e il “maestro” Alpa. Conte si è sempre difeso con forza, respingendo le accuse.

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