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Cronache dall'impeachment
Cronache dall’impeachment
14 Ottobre Ott 2019 0600 14 ottobre 2019

Il gioco si fa duro, è in arrivo la settimana più difficile per Donald Trump

È la settimana della testimonianza di Gordon Sondland. E potrebbe essere un passaggio fondamentale (e forse fatale) per le sorti della presidenza Trump. L’uomo capace, secondo Nany Pelosi, di «trasformare l’illegalità in una virtù»

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Nicholas Kamm / AFP
Nicholas Kamm / AFP

La testimonianza di Sondland

Quella che si apre oggi sarà una settimana intensa. L’evento più importante è previsto per giovedì, quando l’ex ambasciatore presso l’Unione Europea Gordon Sondland renderà testimonianza davanti al Congresso. Secondo il New York Times che ha ottenuto di vedere in anticipo la sua deposizione scritta, Sondland testimonierà che il famoso messaggio in cui escludeva il “quid pro quo” durante una conversazione sul blocco degli aiuti ucraini con altri due funzionari, gli era stato dettato direttamente da Trump.

Il Washington Post dopo aver parlato con persone informate dei fatti scrive: “L'ambasciatore americano presso l'Unione Europea, Gordon Sondland, intende dire al Congresso questa settimana che il contenuto di un messaggio di testo da lui scritto che nega un quid pro quo con l'Ucraina gli è stato trasmesso direttamente dal presidente Trump in una telefonata, secondo una persona familiarità con la sua testimonianza. Sondland ha in programma di dire ai legislatori di non sapere se il presidente gli stesse dicendo la verità in quel momento”.

Chi è Gordon Sondland

La sua testimonianza potrebbe nuocere molto a Trump. Primo, perché era l’unico a escludere categoricamente il “quid pro quo”. Secondo, perché a differenza di altri testimoni è un uomo molto vicino a Trump. Prima di essere nominato dal Presidente ambasciatore all’Unione Europea senza alcuna esperienza diplomatica, Sondland era un uomo d’affari e albergatore e aveva donato un milione alla commissione per l’inaugurazione di Trump.

La questione Giuliani

Il New York Times riporta che Trump e Giuliani hanno pranzato insieme sabato mattina a Sterling, in Virginia, in uno dei golf club di proprietà di Trump. Un riavvicinamento, dopo che giovedì Trump sembrava aver preso qualche distanza dal suo avvocato, al momento sotto indagine?

Una settimana intensa

Oltre alla testimonianza di Sondland, la settimana sarà caratterizzata da una serie di scadenze. Lunedì dovrebbe essere sentita Fiona Hill, massimo consigliere di Trump in Russia fino a quando non ha lasciato l'amministrazione ad agosto. Martedì Mike Pence ha una scadenza per presentare i documenti relativi all'Ucraina che il Congresso gli ha chiesto a inizio mese. Mercoledì i due uomini in affari con Giuliani arrestati giovedì scorso hanno una scandenza per presentare legati alle loro attività in Ucraina. Venerdì la stessa scadenza ce l’hanno Il segretario all'Energia Rick Perry e il capo dello staff della Casa Bianca Mick Mulvaney.

Trump al contrattacco

Durante un discorso tenuto a un summit a Washington sabato sera, Trump ha minacciato di citare in giudizio sia Nancy Pelosi che Adam Schiff. Secondo quanto riportato da Politico queste le sue testuali parole: “Citiamolo in giudizio, anche se perdiamo, la gente capirà. E citiamo in giudizio anche Nancy Pelosi. O forse dovremmo iniziare l’impeachment per loro, perché stanno mentendo e ciò che stanno facendo è una cosa terribile per il nostro paese". Per la cronaca: i membri del Congresso non possono essere messi sotto impeachment, secondo la Costituzione degli Stati Uniti.

Pelosi risponde

Dal palco del New Yorker Festival dove è stata intervistata dalla giornalista Jane Mayer, Nancy Pelosi domenica ha risposto così alle accuse di Trump: “con le sue azioni Trump mina l'integrità delle nostre elezioni in un modo che non solo è sbagliato e incostituzionale, ma è velenoso”. Nel suo intervento Pelosi ha descritto il Presidente come "dotato di personalità grottesca" e ha affermato che la sua pressione su un capo di stato straniero di ottenere materiale compromettente per il suo beneficio politico personale è così oltre che ha reso normale l'illegalità. “Trump sta quasi cercando di trasformare l'illegalità in una virtù”. Pelosi ha anche aggiunto che non è in grado di dire se Trump sia incapace di distinguere il bene dal male o se semplicemente non gliene importa. E sulla questione che il processo di impeachment rischia di dividere ancora di più il Paese e che forse per Trump non ne vale la pena, Pelosi ha risposto: “Trump ha così violato le norme e le leggi che questo non riguarda più solo lui. Ne vale la pena per la Costituzione. Ne vale la pena per la Democrazia”.

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