Genialate che non lo erano
16 Ottobre Ott 2019 0601 16 ottobre 2019

Tana Libra tutti, ecco perché la moneta di Facebook è già un flop

La criptovaluta di Menlo Park parte senza sette colossi del pagamento online, sfilatisi all’ultimo. Ad esempio Visa, Mastercard e Booking hanno detto addio. Alberto Forchielli: «Zuckerberg ha sottovalutato l’ordine mondiale, ed è stato preso in contropiede dal sistema»

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Afp

Doveva essere la rivoluzione del millennio, si sta rivelando un flop clamoroso. Ieri a Ginevra si è firmato l’atto costitutivo di Libra, la moneta elettronica di Facebook annunciata a giugno in pompa magna da Mark Zuckerberg per rivoluzionare il sistema bancario mondiale, fare concorrenza agli Stati e battere moneta, online. Lo scheletro c’è, mancano il cuore e l’anima per farlo camminare, perché all’ultimo minuto sette multinazionali tech tra cui Visa, Mastercard, Booking, Paypal, eBay hanno abbandonato la Libra Association, il consorzio che dovrà gestire la criptovaluta. Temono che Facebook non riesca a soddisfare le richieste di trasparenza e affidabilità e non vogliono iniziare una guerra con gli enti regolatori e le banche centrali di tutto il mondo. L’antipasto è stata l’audizione del responsabile di Libra per Facebook, David Marcus, rosolato a fuoco lento dai senatori americani.

La moneta è prima di tutto fiducia. Ha bisogno di una autorità che la sostenga, chiarisca i regolamenti e fissi i tassi di interesse. Per questo Facebook aveva raggruppato fin da subito 28 soggetti tra fondi di venture capital e le aziende più importanti al mondo legate in modo diretto o indiretto ai pagamenti elettronici. La scommessa era: se loro ci crederanno, tutti gli altri lo faranno. Ma senza queste, o almeno senza quelle più importanti, la tela si disfa, Libra perde credibilità e il sogno di connettere il mondo con la stessa valuta elettronica muore. Per ora solo 21 aziende fanno parte della Libra Association. I grandi nomi rimasti sono solo Vodafone, Iliad, Spotify e Uber Technologies. L’obiettivo di Facebook era farne entrare 100 entro il 2020. Non sarà facile convincere altri senza i principali gruppi che avrebbero dovuto adottare Libra come metodo di pagamento.

Zuckerberg ha sottovalutato l’ordine mondiale, pensava di poter imporre una sua moneta ed è stato preso in contropiede dal sistema che ha imposto un barrage, un blocco istituzionale nei confronti di Facebook

Alberto Forchielli

«Zuckerberg ha sottovalutato l’ordine mondiale, pensava di poter imporre una sua moneta ed è stato preso in contropiede dal sistema che ha imposto un barrage, un blocco istituzionale nei confronti di Facebook. Ora non c'è governo serio o banca centrale che voglia avere a che fare con Libra», spiega Alberto Forchielli imprenditore e fondatore di Mandarin Capital Partners. «Facebook non riuscirà a reggere da sola questa moneta e in questo momento ha altre priorità: sta lottando per la sua sopravvivenza. Negli Stati Uniti è in mezzo a due fuochi: da una parte c’è una delle favorite alle primarie dei democratici, Elizabeth Warren, che dice da tempo di voler scorporare Facebook, dall’altra parte anche ai repubblicani non sta tanto simpatico Zuckerberg. Proseguire senza indugio con Libra vorrebbe dire mettere il dito negli occhi del sistema, per questo penso che non durerà».

Lo stesso Zuckerberg a luglio aveva detto ai suoi dipendenti che non sarebbe stata una passeggiata. In alcune registrazioni dei meeting interni alla società pubblicate dal sito The Verge a inizio ottobre si sente il fondatore di Facebook dire che per Libra serve «un approccio più consultivo». Tradotto: dialogare, non imporre. «Non possiamo presentarci e dire: “stiamo lanciando questo, ecco il prodotto, la tua app è stata aggiornata e ora puoi cominciare a comprare in Libra e inviarlo ai tuoi amici”. La finanza è uno spazio fortemente regolato», spiega ai suoi dipendenti Zuckerberg secondo le trascrizioni di The Verge. «Dobbiamo rivolgerci a tutti i regolatori, incontrarli in anticipo, ascoltare le loro preoccupazioni, ciò che pensano che dovremmo fare, assicurandoci che altre persone nel consorzio lo gestiscano in modo appropriato».

L’audio mostra la determinazione del fondatore di Facebook ma anche la coscienza dei pericoli che dovrà affrontare. Gli stessi annusati dai membri più importanti del consorzio che neanche due settimane dopo la pubblicazione della registrazione di The Verge hanno deciso di abbandonare la moneta di Facebook. «Molte aziende stanno andando via da Libra perché restare in questa nuova moneta vorrebbe dire andare contro tutto il sistema mondiale, non ne vale la pena», chiarisce Forchielli. Nessuno ha voglia di affrontare mesi e mesi di contenziosi che potrebbero danneggiare la loro reputazione. Ci è già passato Zuckerberg e non è andata benissimo.

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