Dossier
Cronache dall'impeachment
CRONACHE DALL’IMPEACHMENT
23 Ottobre Ott 2019 0600 23 ottobre 2019

La testimonianza dell’ex ambasciatore Usa in Ucraina inguaia Trump

Bill Taylor, nell’audizione di martedì durata dieci ore ha confermato che il presidente voleva congelare gli aiuti a Kiev in cambio di un'indagine sui Biden e sulle elezioni del 2016. Intanto Steve Bannon ha iniziato un podcast sull'impeachment per i conservatori

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BRENDAN SMIALOWSKI / AFP

La testimonianza di Bill Taylor.
Il più alto diplomatico americano in Ucraina, Bill Taylor, si è presentato martedì davanti al Congresso con quella che Axios definisce una «testimonianza esplosiva» durata la bellezza di dieci ore. In sintesi, Taylor ha confermato quello che altri testimoni hanno già riferito nei giorni scorsi ovvero l’esistenza dei un quid pro quo: l’amministrazione Trump dopo aver congelato gli aiuti militari all’Ucraina, ha posto condizioni per il loro scongelamento. Queste due condizioni erano l’inizio di un’indagine sulla società di gas naturale Burisma, nel consiglio di amministrazione della quale sedeva Hunter Biden, figlio di Joe Biden, e l’indagine sulle elezioni presidenziali del 2016, seguendo l’ipotesi che ad hackerare il server della Democratic National Committee fosse stata l’Ucraina e non la Russia, come invece stabilito dal rapporto Mueller.

La testimonianza di Taylor si basa su conversazioni avute da lui con l’ambasciatore americano alle Nazioni Unite Gordon Sondland, la cui testimonianza era già stata raccolta nei giorni scorsi. Per quanto dannosa e esplosiva, non si tratta quindi di una testimonianza di prima mano, dettaglio a cui si aggrappano i repubblicani per screditarla. In particolare, nella sua testimonianza, Taylor parla di due canali di diplomazia riguardo all’Ucraina: uno ufficiale e uno ufficioso e informale gestito da Rudy Giuliani con l’aiuto dell’inviato speciale per l'Ucraina Kurt Volker, il segretario all'energia Rick Perry e l’ambasciatore alle Nazioni Unite Gordon Sondland.

La testimonianza di apertura di Taylor, lunga 15 pagine, è stata ottenuta dalla CNN e in una sua parte riporta le seguenti frasi, relativa a una telefonata tra Taylor stesso e Sondland: «Durante quella telefonata, l'ambasciatore Sondland mi disse che il presidente Trump gli aveva detto che voleva che il presidente Zelensky dichiarasse pubblicamente che l'Ucraina indagherà su Burisma e presumibilmente interferenze ucraine nelle elezioni americane del 2016».

La reazione di Trump
Ovviamente affidata a Twitter, la reazione di Trump alle notizie che durante la giornata arrivavano dal Congresso circa la testimonianza di Bill Taylor è stata di paragonare la procedura di impeachment al “lynching” una pratica violenta e razziale usata contro gli afro americani che nell’America segregata quando sospettati di un crimine venivano impiccati agli alberi senza processo. Le reazioni all’uso da parte di Trump di questo termine sono state molto forti, quasi esclusivamente dalla parte dei democratici.

Come si stanno preparando i repubblicani
La strategia imperante tra i repubblicani è di pensare all’impeachment come ormai inevitabile e di prepararsi a difendere Trump al Senato, quando, dopo il voto della Camera, si arriverà al processo. Per questo motivo, tra i parlamentari repubblicani circolano già appunti con i punti da utilizzare per difendere il Presidente. Altri, si stanno invece preparando rileggendo libri sull’impeachment di Andrew Johnson, primo Presidente ad essere impeached nel 1868.

McConnell contraddice Trump
Il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell ha detto oggi che non ha mai avuto - o almeno non ricorda di aver avuto - una conversazione con il presidente Trump in cui ha detto al presidente che la sua telefonata di luglio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky era perfetta. Trump nelle settimane scorse ha fatto molte volte riferimento a questa telefonata tra lui e McConnell. Alla domanda sulle parole di Trump, McConnell ha dichiarato: "Non abbiamo avuto alcuna conversazione su questo argomento”.

Steve Bannon inizia un Podcast sull’impeachment
Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump, ha iniziato un programma radiofonico quotidiano e un podcast sull'impeachment allo scopo di fornire ai conservatori una piattaforma per condividere notizie e strategie. Il programma che si intitola War Room: Impeachment, va in onda ogni giorno alle 9 di mattina su sei stazioni radio talk conservatrici in Virginia e Florida. Bannon ha detto che è in trattative con le stazioni radio di altre città, tra cui New York, e spera anche di avere un webcast.

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