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Cronache dall'impeachment
Cronache dall’impeachment
26 Ottobre Ott 2019 0600 26 ottobre 2019

Trump reagisce e fa aprire a William Barr un’indagine sulle origini del Russiagate

Il presidente americano vuole fare credere che fosse stata una trappola dell’amministrazione Obama per azzoppare la sua presidenza. Nel frattempo è pronto per le vendite il libro di Anonymous, il funzionario che un anno fa denunciò sul New York Times la situazione catastrofica della Casa Bianca

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NICHOLAS KAMM / AFP

Il Dipartimento di Giustizia indaga su chi ha indagato
Dopo mesi di speculazioni e dopo che Donald Trump l’ha twittato decine di volte, ora è ufficiale: il Dipartimento di Giustizia guidato dal procuratore generale William Barr ha aperto un’indagine criminale sulle origini dell’indagine Trump-Russia. Sotto il volere del presidente americano, Barr è stato incaricato di esaminare in che modo l’FBI e il Dipartimento di Giustizia avevano a suo tempo avviato le indagini sull’interferenza della Russia nelle elezioni del 2016. Ancora giovedì sera Trump ha ribadito l’accusa di esser stato spiato dall’amministrazione Obama, cosa che continua a ripetere da due anni, pur senza prove.

Il libro di Anonymous
L’anno scorso sul New York Times uscì un editoriale firmato in forma anonima da un funzionario senior dell’amministrazione Trump in cui si descriveva la Casa Bianca come un luogo governato dal caos e degli interessi personali, con un Presidente irritabile, incapace di concentrarsi e di prendere decisioni, ignorante sulla maggioranza dei temi, incline a decisioni impulsive, tanto che alcuni funzionari, tra cui l’autore dell’editoriale, dovevano spesso intervenire per mitigarne gli istinti peggiori, in un’azione che l’autore stesso definiva di «resistenza interna». Questo stesso Anonymous ha ora pronto un libro in uscita il 19 novembre – titolo: A Warning – dove promette altre rivelazioni scottanti su Trump e sulla sua cerchia più ristretta. «Sentirete molto da Donald Trump direttamente, perché non c’è testimone migliore del suo carattere delle sue stesse parole. Spero che altri rimedino all’errore del silenzio e parlino», scrive sulla quarta di copertina. A due giorni dall’annuncio, il libro è già primo sulle prevendite di Amazon. Seconda quanto riporta Axios, l’autore ha acconsentito a una sola intervista con la stampa, ma le modalità non sono state ancora decise.

Il whistleblower non testimonierà
Gli avvocati del primo informatore la cui denuncia ha dato il via all’indagine sull’impeachment hanno chiarito che il loro cliente non farà una deposizione di persona davanti al Congresso.
Con un articolo sul Washington Post dal titolo Rappresentiamo l’informatore. La sua identità non è più rilevante, hanno spiegato che la sua deposizione non è più necessaria perché le deposizioni successive dei funzionari dell’Amministrazione Trump hanno fornito molte altre informazioni riguardo alla telefonata. «A questo punto si sa molto di più rispetto a quello che c’è scritto nel documento redatto dall’informatore».

I senatori repubblicani compatti con Trump (tranne tre)
Giovedì il il senatore Lindsey Graham, fedelissimo di Trump, ha introdotto una risoluzione per costringere i democratici a cambiare modalità nella conduzione dell’indagine di impeachment. La risoluzione è stata appoggiata da 50 senatori ovvero tutti i senatori tranne tre: Mitt Romney (Utah), Lisa Murkowski (Alaska) e Susan Collins (Maine).

In vendita il Trump Hotel di Washington, DC
Il Wall Street Journal riporta che la Trump Organization avrebbe messo in vendita l’Hotel di Washington, quello aperto nel e per il quale Trump è sospettato di avere violato Emoluments Clause ovvero quell’aspetto della Costituzione che proibisce ai Presidenti di arricchirsi attraverso l’ufficio della Presidenza. Il prezzo dell’hotel sarebbe di 500 milioni di dollari.

Un giudice federale dice che l’indagine per l’impeachment ha basi legali solide
Un giudice federale di Washington ha ordinato al Dipartimento di Giustizia di rilasciare le informazioni redatte dall’indagine del consigliere speciale Robert Mueller. Il giudice, Beryl Howell, ha anche scritto che l’inchiesta sull’impeachment condotta dai democratici ha basi legali solide.


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