Lotta alle fake news
26 Ottobre Ott 2019 0600 26 ottobre 2019

I preventivi assicurativi troppo bassi possono rivelarsi delle frodi: guida alle fonti corrette per non essere raggirati

Allontanarsi troppo dalle media dei premi lordi potrebbe nascondere qualche insidia. Prima di concludere la transazione è meglio consultare il Rui (Registro unico degli intermediari assicurativi) e l’elenco di siti fasulli

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«La diminuzione dei prezzi nell’industria assicurativa è iniziata nel 2012 grazie a una maggiore competitività e trasparenza che ha portato molti vantaggi ai consumatori». Emanuele Anzaghi, vicepresidente di Segugio.it, lo dice chiaro e tondo: parlare di un aumento dell’RC è fuori luogo. Un affermazione che fuga i dubbi sollevati nell’ultimo periodo da alcuni dati, ripresi anche da grandi testate nazionali, secondo cui il premio medio sarebbe in crescita del 15%.

«Un dato che lascia un po’ perplessi. D’altronde, è come se, parlando di risparmio gestito, qualcuno utilizzasse dei dati sull’andamento del mercato diversi da quelli diffusi da Assogestioni. Sul mercato assicurativo, purtroppo, le comunicazioni che vengono effettuate dalle autorità ufficiali sembrano non avere la stessa autorevolezza oppure vengono volontariamente accantonate per ragioni di opportunità», continua Anzaghi.

Ma quali sono le fonti corrette? Due in particolare: Ania e Ivass. Entrambe pubblicano un osservatorio sui prezzi a cadenza trimestrale che tracciano un trend al ribasso

Ma quali sono le fonti corrette? Due in particolare: Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) e Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni). Entrambe pubblicano un osservatorio sui prezzi a cadenza trimestrale che tracciano un trend al ribasso: «A settembre, per Ivass, il premio medio lordo che un utente deve pagare per assicurare il proprio veicolo, auto o ciclomotore, è di 405 euro; una cifra in diminuzione dell’1,5% su base annua. Il calcolo è effettuato sia sui clienti che rinnovano la polizza sia su quelli che ne stipulano una nuova», spiega Anzaghi.

Eppure, sembra che il messaggio a favore nei consumatori non riesca a sfondare sui media. I motivi sono principalmente due: «Da un lato, forse, quel certo scetticismo che caratterizza l’attitudine di alcuni consumatori verso l’RC, che considerano come una tassa, si riverbera su chi tratta questi argomenti. Dall’altro, le stesse autorità dovrebbero sforzarsi a comunicare meglio rendendo i dati più fruibili e semplici da leggere per i non addetti ai lavori», commenta Anzaghi.

Basta una ricerca online per scoprire casi online e offline in cui a perderci sono i clienti. Un prezzo ritenuto troppo alto spinge infatti l’utente verso preventivi troppo bassi per essere veri

Un tema, quello dei prezzi, che si lega a quello delle frodi. Basta una veloce ricerca online per scoprire casi online e offline in cui a perderci sono i clienti (che possono andare incontro a pene severissime: multa e sequestro del mezzo). Un prezzo ritenuto troppo alto spinge infatti l’utente verso proposte e preventivi troppo bassi per essere veri.

Tenendo a mente che, secondo l’osservatorio disgiunto su auto e moto pubblicato da Segugio.it i prezzi medi lordi sono rispettivamente pari a 443 e 330 euro, allontanarsi troppo da queste cifre potrebbe nascondere qualche insidia. In questo caso, prima di concludere la transazione è meglio consultare il Rui (Registro unico degli intermediari assicurativi) e l’elenco di siti fasulli che periodicamente vengono oscurati da Ivass.

Detto ciò, però, è opportuno sottolineare che a fare la differenza non è tanto il canale di vendita quanto il comportamento del consumatore: «Il numero di frodi è strettamente legato al numero di veicoli non assicurati in circolazione. Ma anche in questo caso siamo di fronte a un rallentamento: secondo Ania, dal 2016 al 2018 il numero di sinistri esposti al rischio frode è sceso del 2%. Detto diversamente, i sinistri oggetto di denunce e querele per fronde rappresentano circa l’1,3% del totale dei sinistri nel 2018», conclude Anzaghi.

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