Non tutto è perduto
27 Ottobre Ott 2019 1100 27 ottobre 2019

Gli umbri bocciano l’alleanza strategica con i Cinque stelle, ma per fortuna c’è anche un Pd in marcia con Macron

Mentre Zingaretti si affida a Di Maio e Conte, e D’Alema sale sul palco con Casaleggio, gli umbri bocciano la maggioranza giallorossa e i gentiloniani del Partito democratico incontrano a Parigi il movimento politico del presidente francese

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dall’account Twitter di Christophe Castaner

Non era facile superare le fantasiose cronache di Narni, bocciate sonoramente dagli elettori umbri, ma mai sottovalutare i leader della sinistra italiana. In sole ventiquattr’ore siamo passati dal comizio di Narni del quartetto Conte, Di Maio, Zingaretti e Speranza alla foto di Tirana, in Albania, con Massimo D’Alema sullo stesso palco di Davide Casaleggio.

Quella di Tirana non era un’iniziativa politica perché D’Alema si occupa di «importanti questioni internazionali», Casaleggio «dà solo una mano» ai Cinquestelle e noi ci atteniamo alla loro falsa modestia, ma l’uno-due Narni-Tirana, con le disperate dichiarazioni d’amore del Pd ai grillini e il "futuro bellissimo" per la nuova alleanza strategica immaginato dal premier Giuseppe Conte, è il fatto nuovo della politica italiana, nuovo ma allo stesso tempo perdente e anche sconcertante perché in questo contesto surreale l’unico leader lucido, non sembri un paradosso, pare essere Luigi Di Maio, il quale nonostante la sua conclamata inadeguatezza perlomeno non perde occasione per esprimere tutto il suo scetticismo, quasi il disgusto, per l’alleanza ibrida populisti-antipopulisti.

Il commissario europeo Paolo Gentiloni e la deputata Lia Quartapelle, mentre a Narni e a Tirana si celebrava in modi diversi il nuovo sodalizio politico Pd-Cinquestelle, sono volati a Parigi a incontrare il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner

Esiste però anche un’altra sinistra italiana, grazie al cielo. Una sinistra progressista, liberale e di buon senso che non guarda infatuata agli associati di Casaleggio, né a Narni né a Tirana, semmai all’esperienza francese di Emmanuel Macron. Il commissario europeo Paolo Gentiloni e la deputata Lia Quartapelle, mentre a Narni e a Tirana si celebrava in modi diversi il sodalizio politico Pd-Cinquestelle sonoramente bocciato dagli elettori, sono volati a Parigi a incontrare il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner e alcuni deputati di La République En Marche per un seminario bilaterale tra il partito di Macron e l’ala gentiloniana del PD, organizzato dai centri studi Les Gracques e Astrid. Con loro c’erano anche il consigliere di Macron per gli Affari europei Clement Beaune e gli italiani Piero Fassino, Linda Lanzillotta e Claudio De Vincenti.

Alla Leopolda, Matteo Renzi ha fatto esplicitamente riferimento all’esperienza di Macron come modello per Italia Viva, ricambiando la cortesia che, prima delle presidenziali francesi, gli aveva fatto Macron quando aveva detto di ispirarsi all’allora premier italiano, ma qui la notizia è che oltre a Renzi c’è anche un’autorevole costola del PD derenzizzato che non si rassegna alle cronache di Narni e di Tirana e invece che preferisce giocare di sponda con i liberal-democratici europei di En Marche. Il Pd in marcia con Macron è un fatto rilevante: magari non ancora politicamente, ma dopo la batosta umbra perlomeno segnala che non tutto è perduto.

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