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Cronache dall'impeachment
Cronache dall’impeachment
30 Ottobre Ott 2019 0605 30 ottobre 2019

Ucrainagate, la testimonianza compromettente del colonnello Vindman

Il veterano di guerra, funzionario della Casa Bianca, ha dichiarato di aver ascoltato la telefonata tra Trump e il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky dalla situation room. I repubblicani per tutto il giorno hanno cercato di screditarlo, accusandolo anche di essere una spia

Vindman Linkiesta
(MANDEL NGAN / AFP)

La testimonianza del colonnello Alexander S. Vindman
In divisa, con tutte le medaglie in vista appuntate sul petto, martedì mattina alle 9 il tenente colonnello Alexander S. Vindman, veterano di guerra e funzionario della sicurezza nazionale della Casa Bianca, esperto di Ucraina, si è presentato a Capitol Hill per essere ascoltato a porte chiuse. La sua testimonianza è durata dieci ore. Nel pomeriggio Trump e altri componenti del partito repubblicano lo hanno attaccato, mettendone in dubbio le intenzioni e anche il patriottismo. Su FoxNews uno degli ospiti di Laura Ingraham, l’avvocato John Yoo, che ha servito nell’amministrazione Bush, ha detto senza neanche girarci intorno che il comportamento del colonnello si chiama spionaggio. Rudy Giuliani, in un tweet, ha detto che Vindman faceva consulenza a due governi, quello americano e quello ucraino, e quindi è confuso. Sempre su Twitter l’attacco di Trump: Vindman è un Never Trumper, uno che lo odia e quindi non è credibile.

Che cosa ha detto il colonnello Alexander S. Vindman
Vindman ha detto di avere conoscenza diretta della telefonata del 25 luglio tra Trump e il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky: insieme a persone dello staff del vicepresidente Mike Pence, ha ascoltato la telefonata dalla Situation Room. Come era già trapelato lunedì, ha detto di aver ascoltato il presidente Trump fare appello al presidente ucraino affinché indagasse su Joe Biden. Allarmato da quello che aveva sentito, si è rivolto immediatamente all’avvocato del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Vindman ha anche fatto riferimento a un’altra occasione, una riunione avvenuta settimane prima la famosa telefonata, in cui avrebbe detto all’ambasciatore presso le Nazioni Unite Gordon Sondland che fare pressioni sull’Ucraina per ottenere un’indagine su Biden era sbagliato. Dalla sua dichiarazione di apertura: «Ho fatto presente a Sondland che le sue dichiarazioni erano inadeguate, che la richiesta di indagare su Biden e suo figlio non aveva nulla a che fare con la sicurezza nazionale e che tali indagini non erano qualcosa in cui il Consiglio di Sicurezza Nazionale sarebbe stato coinvolto. Fiona Hill entrò quindi nella stanza e anche lei disse a Sondland che le sue dichiarazioni erano inadeguate». La dichiarazione di Vindman conferma quindi quella di Fiona Hill e contraddice quella di Gordon Sondland che aveva dichiarato di non aver ricevuto nessuna lamentela da parte di nessuno dopo la riunione in oggetto. Vindamn ha anche detto di non essere il whistleblower e di non sapere chi sia e che la trascrizione fornita dalla Casa Bianca della telefonata è accurata e che lui avrebbe fatto solo minime correzioni, ad esempio al posto della parola generica “società” avrebbe scritto “Burisma” perché nella telefonata si fa esplicito riferimento alla società per cui lavorava il figlio di Joe Biden.

Trump e altri componenti del partito repubblicano lo hanno attaccato, mettendone in dubbio le intenzioni e anche il patriottismo, e accusandolo di spionaggio

Che cosa c’è nella risoluzione che sarà votata giovedì
I democratici hanno reso noto il testo della risoluzione che verrà votata giovedì e in cui si fa chiarezza sulle linee guida per il proseguimento dell’indagine, sull’avvio delle audizioni a porte aperte e sui modi in cui il Presidente e i consiglieri della Casa Bianca potranno partecipare al procedimento. La risoluzione include una parte che afferma che la Casa Bianca sarà in grado di "presentare il caso e rispondere alle prove". La risoluzione afferma inoltre che la Casa Bianca potrà invia richieste scritte per ulteriori testimonianze o altre prove; partecipare alle audizioni, comprese quelle tenute in sessione esecutiva; sollevare obiezioni sulle testimonianze date; procedere all’esame incrociato dei testimoni. Come nota Politico, però, la risoluzione include anche la possibilità di sanzionare la Casa Bianca nel caso continuasse a non cooperare con le richieste del Congresso. «Se il Presidente rifiuta illegalmente di cooperare con le richieste del Congresso, il presidente della commissione di intellligence avrà il potere discrezionale di imporre misure correttive adeguate, anche negando richieste specifiche da parte del Presidente o del suo legale», è scritto.

Per quanto riguarda le audizioni a porte aperte, la risoluzione consente al presidente e al membro più alto della commissione di intelligence di interrogare i testimoni per un massimo di 90 minuti. I repubblicani hanno il diritto di emettere anche loro mandati di comparizione e chiamare testimoni, ma tali mandati possono essere emessi solo con il consenso della commissione di intelligence, il che significa che i democratici devono controfirmare e approvare i testimoni che i repubblicani vogliono chiamare. La risoluzione afferma che la commissione di intelligence scriverà poi un rapporto con i risultati e le eventuali raccomandazioni e che il rapporto verrà trasmesso alla commissione giudiziaria e reso pubblico.

Giochi stupidi
Secondo quanto riporta la Cnn, Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, in un’intervista alla tv israeliana Channel 13 avrebbe definito l’indagine di impeachment come dei “silly games”, dei giochi stupidi, di cui il popolo americano sarebbe già stufo.

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