Medical Facts
6 Novembre Nov 2019 0600 06 novembre 2019

Passo dopo passo, i metodi per spegnere l’ultima sigaretta e smettere di fumare

Sette fumatori su dieci vogliono smettere, ma l’80 per cento di quelli che provano a dire addio alle sigarette ricomincia entro un mese. E solo il 3 per cento si libera dal fumo per almeno un anno

Fumo Linkiesta
(Alastair Pike / AFP)

Ogni anno oltre sette milioni di persone in tutto il mondo muoiono a causa dell’uso di sigarette e tabacco. La maggior parte di questi decessi è dovuta a malattie cardiache e polmonari causate direttamente dall’uso di tabacco, ma fino a un milione di morti ogni anno derivano dall’esposizione secondaria al fumo di sigaretta. Nonostante i massicci costi per la salute ed economici, ogni giorno un miliardo di persone in tutto il mondo continua a usare sigarette e altri prodotti contenenti nicotina. Mentre sette fumatori su dieci vogliono smettere di fumare, l’80% che tenta di smettere ricomincia a fumare entro un mese, meno del 20% riesce a smettere per sei mesi, e solo il 3% riesce a smettere per almeno un anno.

Così difficile smettere

Perché le persone continuano a usare sigarette e tabacco nonostante i pericoli? Il motivo principale è che il tabacco contiene nicotina, una sostanza chimica che crea dipendenza. La nicotina agisce legandosi ai recettori nicotinici di tutto il corpo, e in particolare del cervello. Nel cervello, un sottotipo di recettore nicotinico è espresso sui neuroni della dopamina, che rappresentano il “centro di controllo” della ricompensa e delle dipendenze.

L’attivazione di questi recettori da parte della nicotina eccita i neuroni della dopamina, portando a un aumento del rilascio di dopamina e sensazioni di piacere ed euforia. Nel tempo, la mente inizia ad associare gli effetti gratificanti della nicotina agli stimoli nell’ambiente. Alla fine, stimoli altrimenti normali, come la vista o l’odore di una sigaretta, un caffè, un altro fumatore, un bicchiere di vino o l’ambiente di lavoro, causano un desiderio spesso incontrollabile di fumare, aumentando il consumo di sigarette.

L’uso a lungo termine della nicotina modifica la funzione e l’espressione dei recettori nicotinici nel cervello e nel corpo e il piacere prodotto dalla nicotina diminuisce nel tempo. Quindi, mentre gli stimoli associati alla nicotina continuano progressivamente a far aumentare la voglia di fumare, il soggetto ottiene progressivamente meno piacere dal fumo. A complicare il tutto, la brusca interruzione del fumare provoca sensazioni spiacevoli di astinenza, come insonnia, ansia, mal di testa e depressione, che rendono estremamente difficile smettere.

Le sigarette elettroniche

Mentre i prodotti di combustione del tabacco, come le sigarette, sono stati popolari per secoli, recentemente abbiamo visto apparire nuovi aggeggi per soddisfare il vizio del fumo. Uno di questi è la sigaretta elettronica. Con questo nome s’intende un dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina, che raggiunge l’apparato respiratorio senza che ci sia combustione del tabacco e i danni a essa correlati.

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto a forma di sigaretta – per la quale è stato coniato il neologismo “svapare” – fornisce non solo la nicotina di cui sente il bisogno l’organismo che ha sviluppato dipendenza, ma anche un’esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta. Le sigarette elettroniche sono aumentate tantissimo in popolarità nell’ultimo decennio. Questi dispositivi sono attualmente molto di moda, perché sono considerati più “discreti”, non hanno un forte odore e sono purtroppo creduti più sicuri e meno pericolosi per la salute delle sigarette tradizionali.

CONTINUA A LEGGERE SU MEDICALFACTS.IT

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook