7 Novembre Nov 2019 0600 07 novembre 2019

L’impatto ambientale è la questione cruciale per un mondo green, e Il caso System Graphic lo dimostra

Maria Chiara Caponi, che tutela la qualità della produzione di System Graphic, ribadisce l'importanza della sostenibilità dell’intero processo, dai produttori alle varie fasi di gestione. Lo richiede soprattutto il mercato

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Photo by Annie Spratt on Unsplash

Ambiente e qualità sono importanti. Anche nel settore della tipolitografia, che produce cartine geografiche vendute soprattutto nel settore dell’aeronautica. Lo dimostra il caso della System Graphic, azienda leader nel settore attiva da 40 anni. Qui Maria Chiara Caponi si occupa dell’ufficio qualità, sicurezza e ambiente. La sua storia all’interno della società racconta molto sia del suo lavoro sia dell’attività compiute dalla stessa società, che da alcuni anni ha intrapreso un percorso virtuoso a favore dell’ambiente.

Dottoressa Caponi, quando ha iniziato a lavorare per la System Graphic?
Dal 2006 la System Graphic ha attivato un percorso di certificazione ambientale con un percorso di qualità e volevano estendere la loro attività. Io ho iniziato a lavorare presso la società proprio nel 2006, prima per l’ottenimento e mantenimento della certificazione e poi dal 2012 come responsabile del controllo qualità, sicurezza e ambiente.

In cosa consiste il suo lavoro?
Oggi la System Graphic ha cinque certificazioni, di cui tre ambientali. Il mio lavoro consiste sostanzialmente nel verificare che tutte le fasi del processo creativo rispettino le norme previste da queste attestazioni, come l’impatto ambientale o la riciclabilità della carta.

Le può spiegare meglio?
Una delle certificazioni che l’azienda ha è la Uni En Iso 14001:2004 che riguarda la gestione dell’intero processo creativo, ponendosi come obiettivo la riduzione dell’impatto ambientale. Per un’azienda come la System Graphic questo vuol dire ridurre gli sprechi di carta e di liquidi. Un sacrificio non indifferente. Adesso l’obiettivo che l’azienda si è posta è quello di ridurre il consumo energetico, migliorando i consumi dell’attuale impianto e dotandolo di un ulteriore impianto fotovoltaico.

Quali sono le altre?
Il certificato FSC Standard Forest Council garantisce la tracciabilità della carta, che proviene da foreste sostenibili, poi c’è l’iscrizione al club ClimatePartner, ente svizzero, che comporta per l’azienda l’obbligo di pagare una quota per tutta la CO2 emessa e in cambio l’associazione pianta tanti alberi a seconda dell’emissione. L’onere per l’azienda di valutare l’impatto di CO2 complessivo per ogni singola commessa non aggiunge molto al nostro lavoro visto che le compagnie aeree non hanno interesse ad avere manuali cartacei per i voli ecosostenibili. Eppure, il marchio è per noi un motivo di grande soddisfazione.

Anche i vostri produttori hanno regolamentazioni?
Sì, grazie alla certificazione Uni En Iso9001:2008 che stabilisce un processo più di qualità, compresa una classificazione dei fornitori secondo determinati paragrafi ambientali che valutano la sostenibilità di tutte le fasi. Ormai anche il mercato chiede questo: una catena di produzione sempre più rispettosa dell’ambiente.

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